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Quando l'internet era una novità
Quando siamo confrontati con una nuova tecnologia, tendiamo a sopravvalutarne gli impatti nell'immediato e sottovalutarne quelli a lungo termine.
di Bruno Giussani
16 aprile 2005
E' facile dimenticare che molte delle tecnologie che strutturano e influenzano la nostra vita hanno poco più di dieci anni. Fu solo all'inizio del 1995 che l'internet fece la sua apparizione commerciale in Ticino. La rete, a dire il vero, era già maggiorenne da un po': la prima connessione fra computers realizzata usando il protocollo internet risale all'ottobre 1969 in California. Ma l'internet era rimasto per 25 anni uno strumento essenzialmente accademico e governativo - e, soprattutto, difficile da usare.
Poi, nel 1990, un ingegnere inglese che lavorava per il CERN di Ginevra vi stese sopra una tela chiamata World Wide Web che rese l'utilizzazione dell'internet facile anche per chi non mastica informatica, e aggiunse capacità multimediali a uno strumento che era fino ad allora rimasto essenzialmente testuale. Nel 1994, uno studente dell'Università dell'Illinois programmò un software per navigare attraverso le maglie del web. Investitori e impreditori ne intuirono l'enorme potenziale. E l'internet divenne rete pubblica, collante interpersonale, luogo di scatenata creatività e piattaforma per ogni commercio, legale e illegale.
In Ticino l'internet pubblico debuttò all'inizio del 1995, con la creazione della prima società fornitrice di servizi: Tinet (inchino alla trasparenza: fui tra i fondatori di quell'azienda). Alcune centinaia di ticinesi già utilizzavano la rete: il Centro CIM aveva aiutato alcune aziende a collegarsi; gli informatici disponevano di una messaggeria elettronica attraverso l'associazione ATED; la usavano i ricercatori del Centro di calcolo e dell'Istituto Dalle Molle, e altri. E i privati potevano acquistare l'accesso presso un'azienda zurighese, i cui servizi erano rivenduti con spirito pionieristico da una ditta luganese. Creando il primo punto di accesso commerciale, Tinet aprì il Ticino all'internet. La BSI fu la prima banca svizzera a crearsi un sito; la RTSI iniziò a sperimentare.
Oggi in Ticino c'è una piccola industria locale dell'internet, composta da aziende fornitrici di servizi, sviluppatori di software, esperti di sicurezza, agenzie di comunicazione che aiutano le imprese ad orientarsi nella rete, e genialità locali che si occupano di automatizzazione sfruttando un pezzo o l'altro delle tecnologie dell'internet.
L'altro giorno sono andato a rileggermi alcuni dei molti articoli che ho scritto sull'internet nel 1994 e 1995, pubblicati in giornali ticinesi e confederati. Non vi ho trovato errori marchiani, ma ho dovuto spesso sorridere constatando numerose e imbarazzanti ingenuità. Negli anni mi è successo di scrivere entusiasticamente di aziende, iniziative e nuovi modelli di business sulla rete che sono poi scomparsi o andati in fallimento. Come altri, avevo intuito che stava nascendo qualcosa di molto importante, ma la maggior parte delle tecnologie che fanno oggi dell'internet il fantastico strumento che è non erano ancora state inventate, e anche il vocabolario per descriverlo era ancora in fase di sviluppo. Da qui articoli pieni di perifrasi e metafore barocche e centinaia di virgolette (e definizioni fra parentesi) attorno a parole oggi comuni come "sito" e "e-mail".
E' inevitabile una riflessione: quando siamo confrontati con una nuova tecnologia, in generale tendiamo a sopravvalutarne gli impatti nell'immediato e a sottovalutarne quelli a lungo termine. Oggi un ticinese su due utilizza l'internet e molti non possono immaginare - non è un iperbole - le proprie giornate lavorative, e spesso anche private, senza la rete. Sono trascorsi solo dieci anni. E pare un'eternità.
(copyright 2005 Bruno Giussani)
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