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L'artista più visto al mondo
Per le imprese solitamente il "logo" è cosa sacra e intoccabile. Ma non per Google, che lo trasforma regolarmente. Spiegazioni e incontro con Dennis Hwang, l'artista che gioca con le due "o".
di Bruno Giussani
4 maggio 2005
Dennis Hwang è probabilmente il giovane artista più "visto" al mondo.
Dennis chi? Non cercate: è molto probabile che non l'abbiate mai sentito nominare. Ma se siete fra gli utilizzatori più o meno regolari di Google avete certamente, una volta o l'altra, visto il suo lavoro.
Dennis è il webmaster dei siti internazionali di Google, il motore di ricerca più popolare dell'internet. E' lui che, ogni dieci o quindici giorni, si diverte a modificarne il logo per festeggiare il capodanno o l'apertura dei giochi olimpici, fare gli auguri a Einstein o Ray Charles, o celebrare il giorno dell'Indipendenza americano e la Festa tutta francese della Bastiglia - senza dimenticare le feste nazionali italiana e svizzera.
Google, è risaputo, non è un'azienda come le altre. Fra le sue particolarità più eccentriche figura la gestione sbarazzina del suo logo, che è fra i più conosciuti (e riconoscibili) al mondo. Il modo nel quale Dennis Hwang ne distorce le lettere aggiungendovi personaggi o elementi grafici o modificandone la forma ed i colori provocherebbe un infarto a qualsiasi responsabile del marchio ("brand manager") di qualsiasi altra società.
Non presso Google. Qui un piccolo gruppo di dirigenti - che comprende Sergey Brin, uno dei due fondatori - si riunisce regolarmente per decidere quali anniversari e altri eventi meritano di essere commemorati sui siti del gruppo, che sono visitati da centinaia di milioni di persone ogni mese. Halloween? Si! La festa di San Valentino? Ma certo, tesoro. Il compleanno di Gaston Julia? Of course. Quello della caduta del Muro di Berlino? No: troppo politico, non abbastanza "googly". (Chi è Gaston Julia, dite? Andiamo: i lavori di questo matematico francese hanno ispirato lo sviluppo degli algoritmi che fanno funzionare Google, lo sanno tutti...). Una volta presa la decisione, tocca all'artista di casa, Dennis Hwang, fare le ricerche necessarie e realizzare l'opera.

Dennis Wang fotografato nella sede di Google a Mountain View
Hwang è un ragazzo grande, magro e costantemente sorridente che dimostra meno dei suoi 26 anni. Nato nel Tennessee, è cresciuto in Corea del Sud. E' tornato negli Stati Uniti all'età di 14 anni al seguito del padre, ricercatore in un'università. E' entrato a Google nel 2000, quand'era studente di informatica e arte all'università di Stanford. Il suo primo lavoro: praticante incaricato dell'aggiornamento di pagine HTML.
L'azienda aveva già preso l'abitudine di modificare ogni tanto il logo, quasi volesse passare una pennellata sorridente sopra la sofisticazione tecnologica. Nell 1997 i due fondatori, Brin e Larry Page, che erano allora pure studenti a Stanford, erano partiti per il Nevada per partecipare nel deserto al festival annuale di "Burning Man". Per segnalare la loro assenza ai pochi utilizzatori del sito, e indicarne la ragione, avevano inserito nel logo una figurina stilizzata della statua in fiamme.
Più tardi, dopo aver trasformato Google in azienda, Brin e Page chiesero ad un artista indipendente di "giocare" ogni tanto con il logo. Quando ricevettero la sua proposta per il quadro che avrebbe dovuto celebrare la Festa dell'Indipendenza, il 4 luglio 2000, lo trovarono troppo triste. "Sapevano che avevo studiato pittura e grafica, così mi chiesero di renderlo più allegro", spiega Dennis Hwang. Da quel giorno è lui a creare i loghi "della festa" di Google e ne ha finora disegnati quasi 200.
"All'inizio, quelli del marketing hanno fatto un po' di resistenza", ci ha detto Hwang quando l'abbiamo incontrato sul campus di Google a Mountain View, in California. "Poi hanno capito che Google poteva permettersi di espandere il concetto di logo e di adottare un approccio dell'indentità visiva più gioioso e rilassato". Nel tempo le due "o" si sono così trasformate in zucche, medaglie, palloni di calcio, orologi, eliche, e hanno preso le sembianze del sole, della Terra, e di vari fiori. Per commemorare Andy Warhol, Hwang ne ha imitato il celebre ritratto multicolore di Marilyn Monroe. Per Michelangelo, la "l" ha lasciato il posto a un magnifico "David" in miniatura, in mezzo ad un logo scolpito nel marmo.

Alcuni dei "loghi" disegnati da Hwang.
Sul sito di Google ce n'è una galleria.
Google non ha stabilito regole precise per decidere cosa sarà celebrato e cosa non lo sarà. "Cerchiamo di coprire il più possibile", spiega Hwang, "e di celebrare gli eventi e le persone vicine alla cultura di Google e ai suoi dipendenti". Ciò spiega il logo "confidenziale" dedicato a Gaston Julia. E quelli per la festa nazionale elvetica. Due dei dirigenti dell'azienda sono in effetti svizzeri: la direttrice della ricerca Monika Henzinger e il responsabile del centro di svluppo recentemente aperto a Zurigo, Urs Hölzle. Si aggiunge un'intenzione pedagogica: ogni logo è anche un "link" verso una pagina di informazioni specifiche sul tema.
Trattandosi di Google, gli utilizzatori non sono indifferenti al lavoro di Hwang. "Sono costantemente sorpreso dalla passione delle loro reazioni", dice. Spesso scrivono per complimentarsi con il dipartimento artistico ("se sapessero che "l'art department" sono solo io a tempo parziale!"). Ogni tanto inviano le loro versioni del logo. Talvolta correggono degli errori: quando Hwang ha creato un logo per il 50esimo anniversario della scoperta del DNA, degli scienziati gli hanno fatto notare che la doppia elica, così come lui l'aveva disegnata, era allineata in modo sbagliato. E altre volte organizzano sforzi di "lobbying": lo scorso anno, dei fans della serie di fantascienza americana "Farscape" gli hanno mandato uno scatolone pieno di magliette, video e altri prodotto legati al programma televisivo, e hanno organizzato una campagna di e-mail per convincerlo a celebrarlo con un logo.
Non c'è stato - e non ci sarà - un logo dedicato a "Farscape" sulla pagina di Google. Ed è molto probabile che l'azienda (anche se è un argomento che la portavoce rifiuta di discutere) abbia respinto altre sollecitazioni tendenti a sottolineare con un disegno di Dennis Hwang, per esempio, l'uscita di un grande film di Hollywood. Domanda agli esperti di "product placement": quanto potrebbe valere al centimetro quadrato il logo più conosciuto dell'internet?
(copyright 2005 Bruno Giussani)
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