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Tariffe dei telefonini, trionfo dell'opacità
La bolletta di alcuni diminuirà, ma la leggibilità dei prezzi rimane scarsa. Con una eccezione.
di Bruno Giussani
22 maggio 2005
Dunque, ad ascoltare la pubblicità e leggere i comunicati stampa, parrebbe che ci troviamo nel mezzo di una battaglia dei prezzi e che improvvisamente telefonare con il cellulare costi molto meno. "Cinquanta centesimi all'ora" dice Swisscom, "99 franchi al mese" ribatte Orange, "niente tassa di base" replica Sunrise.
Oltre otto svizzeri su dieci hanno un telefonino, ciò che si traduce in saturazione del mercato. Improvvisamente i tre operatori elvetici si lanciano allora in una nuova tornata di apparente concorrenza, ma il consumatore anzichè sentirsi corteggiato si ritrova più confuso di prima. Le opzioni tariffarie annunciate nelle ultime due settimane vanno ad aggiungersi alle decine già esistenti. Se in effetti diminuirà la bolletta di alcuni, il trionfo dell'opacità dei prezzi rimane incontestato.
Sola eccezione: la proposta di Sunrise. Delle tre è l'unica trasparente e che introduce una novità nel mercato svizzero: delle tariffe facili da capire (anche se ancora troppo elevate). Il nuovo servizio, lanciato sotto il marchio "Yallo.ch", quasi fosse un operatore separato dalla casa-madre, è copiato di sana pianta dal modello Telmore che ha avuto un grande successo in Danimarca: 500'000 abbonati in tre anni, 11 per cento di quota di mercato. Il suffisso ".ch" indica che il servizio lo si può comperare sull'internet. La struttura dei prezzi è semplicissima: niente contratto, niente tariffa di base. Si paga per minuto (49 centesimi) e per SMS inviato (20) indipendentemente da chi chiamiamo a che ora e dove.
Le nuove tariffe degli altri due operatori sono invece totalmente dipendenti dal "chi chiamiamo", e sono opache perchè non c'è veramente modo di sapere quando esse si applicano e quando invece si pagano prezzi maggiorati.
Prendiamo il piano "Liberty" di Swisscom. Si paga una tariffa di base mensile di 25 franchi, poi le chiamate costano 50 centesimi l'una, fino alla durata di un'ora. Solo, però, per le chiamate nazionali verso la rete fissa e verso la rete mobile della stessa Swisscom. Le chiamate verso telefonini Orange o Sunrise costeranno invece 50 centesimi al minuto (qualche centesimo meno di ora). La nebbia nasce dal fatto che è impossibile conoscere a quale rete fa riferimento il cellulare che stiamo contattando. In Svizzera i numeri sono liberamente trasferibili, e un numero "079" può essere attivo su una qualsiasi delle tre reti nazionali. Per cui non c'è modo di sapere, chiamando con un contratto "Liberty", se stiamo telefonando per 50 centesimi all'ora o al minuto.
La stessa cosa vale per l'offerta di Orange: tariffa forfettaria di 99 franchi mensili senza limiti di tempo, ma anche qui soltanto per le chiamate nazionali verso la rete fissa e verso la rete mobile Orange. Le telefonate verso un cellulare Swisscom o Sunrise costeranno 40 centesimi.
Poichè viaggio spesso negli Stati Uniti, ho un telefonino americano. Tre mesi fa in California ho acquistato per 100 dollari 500 minuti di telefonate mobili nazionali "anytime, anywhere" ("sempre, ovunque"): una tariffa assolutamente chiara e limpida. Che io chiami una delle molte reti mobili americane o una rete fissa, che telefoni da New York o da un paesino del Kansas, che parli con qualcuno vicino o lontano, che sia giorno o notte, festivo o feriale non fa differenza. Il prezzo è fisso, 20 centesimi di dollaro al minuto (24 centesimi di franco). L'offerta "Yallo.ch" è l'unica che va in questa direzione. Anche se d'importazione, va salutata come vera innovazione. E adesso che c'è un modello, non rimane che sperare in una reale diminuzione delle tariffe.
(copyright 2005 Bruno Giussani)
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