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Telefonini, radar della vita quotidiana
Come telefonini e internet stanno mutando l’organizzazione del tempo e delle nostre interazioni sociali.
di Bruno Giussani
2 ottobre 2005
Mi succede di essere invitato come oratore a conferenze dove si discute degli sviluppi nel campo delle tecnologie digitali e dei loro impatti sociali ed economici. In queste occasioni mi viene spesso chiesto quale sia il principale effetto sul nostro comportamento della diffusione capillare, negli ultimi anni, dei telefonini. Credo abbia a che fare con il concetto di raggiungibilità, e con una profonda trasformazione del modo nel quale gestiamo il nostro tempo.
Esempio: capita a tutti noi, quasi ogni giorno, di parlare con amici e colleghi e di fissare un appuntamento fra (diciamo) due giorni, di pomeriggio, stabilendo nel contempo di risentirci o scambiarci sms il giorno stesso per confermare ora e luogo esatti.
In altre parole, noi e il nostro interlocutore: 1) siamo d’accordo che abbiamo una buona probabilità di essere quel giorno entrambi nello stesso luogo; 2) abbiamo riportato sulle nostre agende una "posizione" temporanea e flessibile, che ci permetterà di incontrarci due ore prima o tre ore dopo, in un luogo o un altro, oppure di non incontrarci affatto, a seconda degli eventi che potranno essersi verificati nel frattempo; 3) naturalmente, entrambi sappiamo implicitamente che l’incontro potrebbe aver luogo o meno.
Tutto ciò non è affatto inconsueto. Il nostro atteggiamento verso l’organizzazione del tempo e delle nostre interazioni sociali sta velocemente mutando, principalmente appunto a causa della diffusione della telefonia mobile e del libero scambio di informazioni che essa permette.
Per la maggioranza della popolazione dei paesi industrializzati (otto europei su dieci hanno un telefonino in tasca), ma sempre più anche nei paesi in transizione, i telefoni mobili (uniti ad altre forme di comunicazione "senza fili", e alle varie versioni della posta elettronica e delle messaggerie sull'internet) stanno progressivamente diventando una specie di radar della vita quotidiana, che ci permette di monitorare costantemente quelle "posizioni" nella nostra agenda e di modificarle sulla base di una serie di elementi nuovi e in continuo mutamento. Ciò produce un impatto non secondario su tutta la nostra matrice attitudinale e comportamentale.
Questo non significa che stiamo diventando incapaci di prendere una semplice decisione come "vediamoci al Bar Sport sulla piazza centrale alle tre e mezza di martedì", e di rispettarla. È l’organizzazione del tempo (e le sue implicazioni sociali) che è diventata molto più fluida e volatile, anche se più complessa. La tecnologia permette a ciascun elemento di incidere su ogni altro, e al tutto di essere indefinitamente riorganizzato e rimodellato quasi in tempo reale.
Ciò che potrebbe apparire come mancanza di precisione è in realtà un cambiamento radicale nel concetto di raggiungibilità. I telefonini sono caratterizzati da alta raggiungibilità: quasi tutti ne hanno uno, lo portano sempre con sé, e generalmente non lo condividono (quando un cellulare suona, di solito risponde solo il proprietario). L’impegno iniziale verso quella specifica "posizione" nell’agenda può quindi essere debole e labile. Tanto noi che il nostro interlocutore sappiamo che, grazie a quest'elevata raggiungibilità, saremo in grado di definire i dettagli al momento opportuno, anche all'ultimo momento prima dell'incontro, prendendo in considerazione tante informazioni (altri impegni sopraggiunti, ritardi accumulati, traffico stradale, meteo, opportunità, urgenza, cambiamenti nel progetto comune, eccetera) che al momento non possediamo ancora, ma che si saranno rese disponibili nel frattempo.
(copyright 2005 Bruno Giussani)
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