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L'Internet contro la febbre aviaria
Allerta precoce e risposta rapida sono cruciali per fermare le epidemie. Larry Brilliant ha un'idea.
di Bruno Giussani
19 marzo 2006
Larry Brilliant è un uomo di grandi idee. Ha lanciato una fondazione che ha salvato dalla cecità due milioni di persone; ha svolto un ruolo centrale nell’eliminazione del vaiolo; ha partecipato alla creazione di una delle prime “comunità virtuali” su Internet, “The Well” (sicuramente anche la più simbolica); e ora dirige la fondazione Google (braccio filantropico dell’azienda americana, dotata di un miliardo di dollari) e vuole creare un sistema globale di monitoraggio delle epidemie e di allerta precoce basato sull’Internet.
Quando lo si incontra, il 61enne californiano riassume la sua biografia in questo modo: “sono la persona più fortunata al mondo: ho visto gli ultimi casi di vaiolo, e recentemente in India ho forse visto gli ultimi casi di polio”. Sottotitolo: ho potuto contribuire a debellare queste malattie. A metà degli anni Sessanta nessuno pensava che il vaiolo – che ha causato decine di milioni di vittime – potesse essere eliminato, ma grazie in gran parte a Brilliant nel 1980 era praticamente scomparso. La stessa cosa sta succedendo con la poliomelite, che rimane endemica in soli quattro paesi e potrebbe essere eliminata presto.
Come si fermano queste malattie? Con la vaccinazione di massa, quando possibile, ma non basta: cruciali sono l’allerta precoce (identificarle immediatamente, ovunque) e la risposta rapida (isolando i casi conosciuti e prendendo tutte le misure per evitare la diffusione della malattia).
Ora Brilliant si sta chiedendo se lo stesso approccio possa essere applicato alle epidemie del futuro, che non sono più malattie infantili ma potenziali pandemie come la SARS e la febbre aviaria. Se l’aviaria iniziasse a trasmettersi fra persone “il mondo come lo conosciamo si fermerebbe, gli aerei smetterebbero di volare, il commercio rallenterebbe”. Durante un intervento alla recente conferenza TED in California, Brilliant ha detto di aver svolto un piccolo sondaggio presso degli epidemiologi: il 90 per cento pensa che una pandemia globale succederà nell’arco delle prossime due generazioni, colpendo un miliardo di persone.
Contro la febbre aviaria per ora non abbiamo vaccini, per cui dobbiamo affrontarla con altri strumenti: identificazione-e-risposta-rapida. La SARS fu fermata appunto perchè identificata rapidamente e isolata con misure radicali. E Brilliant pensa che l’Internet possa svolgere un ruolo fondamentale. Durante la stessa conferenza ha proposto di potenziare un sistema canadese già esistente e trasformarlo in un “Sistema internazionale per l’identificazione precoce delle epidemie” (nell’acronimo inglese: INSTEDD).
Il sistema canadese si chiama GPHIN, che sta per “Rete globale di informazione sulla salute pubblica”. E’ praticamente un “motore di ricerca” piuttosto sofisticato che passa in rassegna automaticamente migliaia di fonti d’informazione significative dal profilo della salute pubblica, disponibili su Internet, pubbliche e private, in sette lingue, per identificare casi di malattie che potrebbero essere di tipo pandemico. L’informazione è filtrata automaticamente e poi analizzata da specialisti. GPHIN svolse un ruolo importante nell’identificazione della SARS.
Brilliant ora propone di crearne una versione più ampia, affidata ad un’organizzazione non governativa e neutrale, capace di “coprire” molte più lingue. Insomma: l’informazione esiste, ma è dispersa; aggregandola intelligentemente si potrebbe creare un sistema – “una forza morale” - per aiutare il mondo a restare sano attraverso l’identificazione rapida e la cura immediata di coloro che si ammalano.
(copyright 2006 Bruno Giussani)
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