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Bruno Giussani - Articles on Technology and Economy
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Attorno al mondo con l'energia solare

Due gruppi svizzeri vogliono circumnavigare la Terra - uno in aereo, l'altro in battello - usando esclusivamente l'energia del sole.

di Bruno Giussani
26 marzo 2006

Da due anni un gruppo guidato dall’esploratore Bertrand Piccard sta sviluppando a Losanna un aereo capace di fare il giro del mondo sospinto da motori ad energia solare. Sarebbe una prima mondiale.

Questa settimana un altro gruppo, a Yverdon, ha annunciato l’intenzione di costruire un trimarano per fare la stessa cosa: circumnavigare la Terra attingendo energia unicamente dai raggi del sole.

Un aereo, un battello: due progetti molto ambiziosi, di livello mondiale, a pochi chilometri di distanza uno dall’altro, con obiettivi, scadenze e difficoltà simili. La Romandia sta diventando un centro di sviluppo di tecnologie avanzate nel campo delle energie rinnovabili (e non è un caso che in entrambe le squadre figurino ricercatori del Politecnico di Losanna).

Il modellino del trimarano, PlanetSolar, è stato presentato giovedì. Si tratta di un battello dalle forme avveniristiche, di una trentina di metri di lunghezza, con un lungo becco “frangi-onde” che fuoriesce da un corpo a tre scafi coperti da 180 metri quadrati di pannelli solari. Gli ideatori sono Raphael Damjan, che “piloterà” il trimarano, e Mark Wüst, responsabile per la tecnologia di MWLine, la società che aveva creato le navette solari usate durante l’Expo02. Sperano di poter fare il primo giro del mondo, a tappe e sulla rotta equatoriale (quindi con massima esposizione solare) nel 2008 o 2009, e se tutto va bene tentare un paio d’anni più tardi la rotta della regata Vendée Globe. Ma il trimarano è per ora soltanto un progetto e un’animazione video sul sito web (www.planetsolar.org). Anche il finanziamento non è ancora assicurato.

Più avanzato è il piano di Piccard, Solar Impulse. Le credenziali di Piccard sono conosciute: suo nonno fu il primo uomo a raggiungere la stratosfera; suo padre scese nella fossa più profonda degli oceani (le Marianne) in un batiscafo. Non potendo far meglio in verticale, Bertrand scelse la sfida orizzontale e nel 1999, con l’inglese Brian Jones, fu protagonista della prima circumnavigazione della Terra, senza scalo, in un pallone aerostatico.

Secondo il progetto attuale, l’aereo Solar Impulse (www.solarimpulse.com) avrebbe un’apertura alare di 80 metri, quasi quanto quella del nuovo Airbus A380, per un peso di due tonnellate (in gran parte dovuto alle batterie nelle quali immagazzinare durante il giorno l’energia da usare la notte). Sulle ali sarebbero posati 250 metri quadrati di cellule solari che “cattureranno” l’energia per alimentare i due motori ad elica. Piccard pensa di iniziare i test nel 2008, fare un primo volo transatlantico l’anno dopo (sulla rotta di Lindbergh: New York-Parigi) e tentare il giro del mondo (in tre o quattro tappe) nel 2010. Buona parte del finanziamento è già stato trovato, e fra i partners figurano il gruppo chimico Solvay, l’aeronautica Dassault, e l’Agenzia spaziale europea.

Entrambi i progetti hanno enormi ostacoli ingegneristici e di “design” da superare, nei campi dei materiali e delle strutture composite (solidità e leggerezza), della cattura e dell’immagazzinamento dell’energia solare, dell’aerodinamica, della propulsione, e anche della fisiologia umana (perlomeno per il progetto di Piccard: i piloti dovranno restare in volo non-stop per tre-quattro giorni).

Ed entrambi contano sull’effetto-sfida e sulla seduzione dell’avventura per promuovere le energie “pulite”. Dice Piccard: “dobbiamo dimostrare che adottare le energie rinnovabili non significa fare passi indietro: se possiamo compiere il giro del mondo in un aereo solare, allora significa che possiamo fare cose molto ambiziose anche con energie rinnovabili”.

(copyright 2006 Bruno Giussani)
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