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La Svizzera scopre i lettori giornalisti
Le foto del presidente in vacanza e i programmmi "anticipati" dai blog segnalano una nuova dinamica dell'informazione.
di Bruno Giussani
30 aprile 2006
Questa settimana due vicende hanno fatto parlare in Svizzera di "giornalismo partecipativo". Nessuno a dire il vero l'ha chiamato così (il concetto è scarsamente conosciuto al di fuori dei paesi anglosassoni). Ma di ciò si è trattato: giornalismo fatto dai lettori anzichè dai giornalisti, usando gli strumenti dell'Internet e della comunicazione mobile - strumenti per raccogliere, trattare e diffondere l'informazione che sono ormai nelle mani di tutti.
La prima vicenda riguarda due dei più grandi festival musicali estivi, il Paleo di Nyon e il Montreux Jazz Festival. Entrambi avevano convocato conferenze stampa (rispettivamente martedì e giovedì) per svelare i programmmi dell'edizione di quest'anno. Si tratta di conferenze molto attese, perchè i due eventi, che attirano centinaia di migliaia di spettatori, generalmente si svolgono a porte chiuse. Non sono quindi pochi quelli che si buttano sul programma appena pubblicato e si precipitano poi ad acquistare i biglietti.
Ma il programma del Paleo è filtrato verso l'esterno e ha cominciato ad apparire su alcuni blogs (i siti web personali) alla fine della scorsa settimana. Domenica, la stessa cosa è successa a quello di Montreux. Lunedì i giornali gratuiti romandi se n'erano impadroniti, e gli organizzatori hanno dovuto abbandonare i loro piani per una pubblicazione "controllata". Martedì, tutta la stampa li ha ripresi, e in poche ore il Paleo Festival ha venduto 120'000 biglietti attraverso il suo sito web.
Il quotidiano "Le Matin" (partner del Montreux Jazz, e che s'è visto così "bruciare" l'esclusiva del programma) ha commentato che "il mondo va ormai troppo velocemente", criticando "il bisogno di conoscere tutto subito, anche le cose poco importanti, anche a costo di pubblicare informazioni confidenziali" (come se i giornali, "Matin" in testa, se ne privassero…)
La seconda storia ha avuto come protagonista il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger. Lunedì il "Blick" ha pubblicato una serie di fotografie di Leuenberger e della sua partner in vacanza sulla spiaggia di Oman. I due vi appaiono in costume da bagno, ma si tratta di fotografie piuttosto dignitose. Niente a che vedere con ciò che pubblicano per esempio i giornali popolari inglesi.
Ma la diffusione delle fotografie di Leuenberger ha violato una consuetudine ancorata nella cultura politica elvetica: finora la vita privata dei politici più in vista era una sorta di parco nazionale dove i cacciatori d'immagini e di gossip non erano entrati. Anzi, precisiamo: non vi erano mai entrati senza l'accordo dei personaggi in questione – perchè anche in Svizzera i politici hanno spesso aperto le loro case ai fotografi e usato le loro famiglie come strumento promozionale. Ma le foto di Leuenberger sono appunto state scattate senza il suo consenso, e neppure da un professionista, ma bensì da un paparazzo dilettante: un lettore del "Blick" che era in vacanza nello stesso albergo, ha riconosciuto il presidente, ha scattato e spedito al giornale (contro un modesto "rimborso spese", ha detto il direttore del "Blick").
I commenti hanno spaziato dallo scandalizzato al divertito, e molti si sono chiesti se l'attivismo giornalistico dei lettori segni l'inizio della fine dei media tradizionali. La risposta è: no. I veri "nuovi media" emergeranno dalla dialettica fra giornali e blogs, radio e podcast, televisione e telefonini, libri e wikipedia, CD e MP3, che provocherà una trasformazione qualitativa di tutto il panorama mediatico e una ridistribuzione dei ruoli. Giornali e blogs non sono entità concorrenti, bensì complementari.
(copyright 2006 Bruno Giussani)
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