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Multifacendo s'allunga la giornata di due ore
Sempre più media, sempre meno tempo: molto rispondono attraverso il "multitasking"
di Bruno Giussani
11 giugno 2006
Cinque anni fa, con lo scoppio della "bolla" (speculativa) dell'Internet, molti hanno avuto l'impressione che la crescita fenomenale della rete e il suo impatto economico avessero terminato la loro corsa. Ma cinque anni più tardi ogni indicatore mostra che la rete - il mondo digitale - ha continuato e sta continuando a crescere esponenzialmente, tanto in termini di numero d'utilizzatori quanto dell'uso che ne fanno.
Quanto può continuare questa crescita? Dato che soltanto il 15 per cento (circa) della popolazione mondiale ha accesso all'Internet, sembra esservi un largo margine. In una prospettiva più realistica e considerando solo la società ultra-mediatizzata occidentale (uso "media" per indicare ogni strumento di comunicazione, di massa o individuale), non si può tuttavia che guardare con scetticismo alla maggior parte delle previsioni. Se dovessimo sommare infatti tutte le proiezioni di crescita a dieci anni dell'uso della telefonia fissa e cellulare, della "TV mobile", della messaggeria istantanea e dell'e-mail, dei videogiochi, dei "blogs" (i siti personali), della musica digitale, del "podcast", della televisione digitale, dei film e DVD, della pubblicità interattiva, della co-creazione di contenuti online, dell'informazione in tempo reale "multi-schermo", e di moltissimi altri settori comunicativi - beh, se la matematica non è un'opinione, ci occorrerebbero giornate significativamente più lunghe.
Il che significa che molte di queste previsioni sono poco accurate. Ma chiaramente ci troviamo ad una svolta. Storicamente, i "nuovi" media hanno generalmente rubato tempo ai "vecchi" media, facendo nel contempo aumentare il numero di minuti quotidiani passati a consumare media in generale. In altre parole, l'arrivo della televisione significò meno lettura dei giornali, e quello dell'Internet ha indotto una diminuzione del tempo trascorso davanti al televisore, mentre nel contempo tutti questi media hanno sottratto tempo ad altre occupazioni non-mediatiche: vita sociale e famigliare, sonno, hobbies, sport, piacere.
Sembrerebbe tuttavia che ci stiamo avvicinando ad un limite nell'espansione del consumo generale di media: non ci sono più ore a disposizione. Per alcuni, ciò si traduce in scelte radicali: abbandonare un media per un altro (ho cenato recentemente con due famiglie svizzere - genitori imprenditori e insegnante - che hanno cancellato TV e giornali dalle loro giornate, e conservato l'Internet e i DVD). Altri giocano la carta dell'efficienza: uso disciplinato, strategie selettive, nuove tecnologie per aiutare a gestire il sovraccarico mediatico/cognitivo indotto dalla tecnologia. E molti, in particolare gli adolescenti e i giovani adulti (i "nativi digitali") rispondono col cosiddetto "multitasking", l'uso simultaneo di più media: leggono un libro mentre spediscono un SMS con la musica dell'iPod nelle orecchie; guardano un DVD mentre discutono con gli amici sulla messaggeria istantanea dell'Internet e fanno una ricerca d'informazioni su Google per un compito; eccetera.
Un paio di mesi fa, la rivista americana "Time" li ha messi in copertina, questi "multitaskers", che forse potremmo tradurre con "multifacenti". Nell'articolo veniva citato uno studio condotto negli USA nel 2005 secondo il quale i ragazzi dagli 8 ai 18 anni non passano più tempo di prima a consumare media elettronici - la cifra rimane stabile a circa 6 ore e mezza al giorno - ma, multifacendo, riescono a far entrare in quelle ore più consumo e creazione di media: l'equivalente di 8 ore e mezza.
In altre parole, multifacendo allungano la loro giornata a 26 ore.
(copyright 2006 Bruno Giussani)
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