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L'auto elettrica più veloce della Ferrari
La roadster Tesla è la prima automobile creata nella Silicon Valley
di Bruno Giussani
3 dicembre 2006
E' un "roadster" dalle linee filanti ed eleganti. Una due-posti decappottabile. Quando sarà messa in vendita, l'anno prossimo, costerà fra i 70'000 e i 90'000 euro. Da ferma può raggiungere la velocità di 100 chilometri orari in quattro secondi e poco più - praticamente lo scatto di una Ferrari Testarossa.
Salvo che questa è un'auto elettrica.
Il prototipo è stato presentato in luglio da una start-up californiana, Tesla Motors. Chi negli ultimi mesi l'ha provato non smette di tesserne le lodi. Tesla (l'azienda prende il nome da Nikola Tesla, l'inventore del motore elettrico a induzione e della corrente alternata) è praticamente la prima compagnia automobilistica della Silicon Valley. Fra i suoi finanziatori vi sono i fondatori di importanti imprese dell'Internet come Google, PayPal e eBay, oltre ad alcuni "venture capitalists", e il loro approccio è una novità nel panorama automobilistico.
La Tesla Roadster è un'auto sportiva e costosa, quindi necessariamente destinata ad un gruppo ristretto di acquirenti. Potrebbe sembrare un paradosso: un'auto ecologica concepita per offrire prestazioni da competizione. Ma non lo è, dice il CEO di Tesla, Martin Eberhard: "Se studiate i numeri, vedrete che le auto elettriche sono senza dubbio le vetture più pulite ed efficienti". Tuttavia, finora quasi tutti i modelli messi sul mercato (parliamo di veicoli elettrici "puri", non di ibridi come la Toyota Prius) si sono rivelati un fallimento, per vari motivi ma in particolare "perchè erano progettati da e per gente che fondamentalmente pensa che non dovremmo guidare, che l'automobile dovrebbe essere usata unicamente come ultima ratio quando non ci sono alternative come i mezzi pubblici", insomma che basterà essere virtuosi per sfuggire la dipendenza dal petrolio. Il risultato è che la stragrande maggioranza delle vetture elettriche finora "sono stati modelli scarsamente attrattivi, direi addirittura punitivi": brutte, piccole, lente. Anche le migliori avevano comunque "autonomia, velocità ed estetica molto limitate", ad un prezzo però non indifferente.
L'approccio di Tesla - controverso, ovviamente - è esattamente il contrario: noi vogliamo proteggere l'ambiente, ma "ci piace anche guidare", scrive Eberhard sul blog dell'azienda, sul sito teslamotors.com. Ciò spiega perchè i suoi ingegneri abbiano puntato soprattutto ad ottimizzare l'autonomia, la velocità, l'efficienza e il design - senza badare troppo al costo. "Non sarà la prima volta che una tecnologia veramente innovativa è introdotta sul mercato 'dall'alto' piuttosto che 'dal basso', andando a cercare dapprima i clienti facoltosi", spiega il CEO.
Gran parte del costo è dovuto alle batterie: la Tesla ne trasporta 6831, minuscole, del tipo agli ioni di litio (come quelle usate nei computer portatili), collegate l'una all'altra in una rete che produce una potenza di 248 cavalli, una velocità di punta di 210 chilometri orari, e un'autonomia di 400 chilometri con una sola carica - paragonabile a quella di una vettura media a benzina, e molto superiore a quella delle altre auto elettriche. L'unico punto debole apparente della vettura sono i lunghi viaggi: quando le batterie sono scariche, servono tre ore per ricaricarle.
L'auto sarà prodotta in una fabbrica inglese, e i primi clienti americani la riceveranno la prossima primavera (non è chiaro quando sarà disponible in Europa). A giudicare dalle discussioni sull'Internet, è promessa al ruolo di status symbol. Tesla ha già annunciato l'intenzione di sviluppare anche una berlina, ad un prezzo più abbordabile.
(copyright 2006 Bruno Giussani)
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