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Bruno Giussani - Articles on Technology and Economy
(Articles on Politics and Society: follow this link)

L'uomo che ha reso possibile l'iPod

Incontro con Karl-Heinz Brandenburg, l'inventore del formato di compressione musicale MP3

di Bruno Giussani
18 marzo 2007

Sto prendendo un caffé con Karlheinz Brandenburg e mi rendo conto ascoltandolo che senza di lui non ci sarebbero l'iPod della Apple, il sito iTunes per l'acquisto di musica online, lo scambio di "files" musicali, i podcast, Napster, la musica nei telefonini, e in generale tutto il fenomeno della musica su/via Internet.

Brandenburg è l'inventore del formato di compressione musicale MP3, che ha reso possibile tutte le invenzioni citate, e molto altro. Certo, se l'MP3 non fosse stato sviluppato, altri formati sarebbero apparsi per svolgere la stessa funzione. Ma la storia non è fatta di "se".

Il suo racconto inizia negli anni Ottanta, quando il suo direttore di tesi a Erlangen, in Germania, stava cercando di esplorare usi possibili delle linee telefoniche ISDN, che erano allora una novità, in particolare per trasmettere musica, e incaricò Brandenburg di fare un po' di ricerca. Brandenburg immaginò un nuovo modo per codificare e comprimere i segnali da trasmettere utilizzando un sistema di "maschera psicoacustica". Quando si ascolta della musica, i suoni più forti mascherano quelli più deboli. L'approccio di Brandenburg fu di sfruttare questo principio per trasmettere diverse frequenze musicali a diversi livelli di accuratezza, quasi eliminando i suoni non udibili.

In parallelo, a livello internazionale era in corso uno sforzo (diretto dall'italiano Leonardo Chiariglione) per la standardizzazione di un formato per le applicazioni video chiamato MPEG. Il gruppo di Chiariglione era alla ricerca di soluzioni per la compressione audio, e Brandenburg e i suoi colleghi del Fraunhofer Institut sottoposero la loro. Alla fine fu adottato uno standard a tre livelli, e il lavoro di Brandenburg finì dentro il terzo strato - da dove il nome, MP3, per "MPEG audio layer 3".

Lo so, tutto ciò è piuttosto tecnico. Ma quel che segue non lo è. Lo standard fu finalizzato nel 1992. Per un po' l'MP3 rimase confidenziale, usato per esempio dalle stazioni radio per trasmettere registrazioni audio fra uno studio e l'altro. Poi, verso la metà degli anni Novanta, una catena di concause trasformò l'MP3 in una sensazione. Fraunhofer mise il software in vendita su Internet. I computer divennero abbastanza potenti da potervi ascoltare musica (prima, bisognava usare un apparecchio separato). Uno studente australiano, usando una carta di credito rubata, comperò il software, lo trasformò un po' e lo ridistribuì gratuitamente (con un'etichetta "Grazie mille Fraunhofer"). Era un'azione illegale, ma il software fu copiato e ridistribuito e ricopiato e nel 1997, iniziando dalle università americane (dove gli studenti avevano a disposizione connessioni ad Internet ad alta capacità) i giovani iniziarono a copiare musica dai CD, trasformarla in "files" MP3, per poi condividerla.

Gli editori di musica dapprima ricorsero ai tribunali. Poi convinsero un giornalista a scrivere un articolo nel quale l'MP3 era descritto come "una tecnologia per rubare la musica" - il che però, contrariamente alle loro attese, fece aumentare l'interesse a dismisura. Alcuni mesi più tardi (e anni prima dell'iPod) una società coreana mise in commercio il primo apparecchio per ascoltare musica in formato MP3. I siti web per scambiarsi musica gratuitamente si moltiplicarono. Seguirono altri processi; lo sviluppo di software per impedire la copiatura della musica; eccetera.

Oggi la furia s'è calmata; ci sono siti come iTunes che permettono di acquistare musica legalmente su Internet. Molti telefonini sono anche lettori di MP3. L'iPod dal magnifico design è un'icona pop contemporanea.

(copyright 2007 Bruno Giussani)
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