> giussani.com
  
Homepage
Articles
NYT Columns
Biography
About this site
Contact


 > Books/Libri
  
Roam
Senza Fili
Storia di @
  

copyright
1994-2006
bruno giussani
all rights reserved

www.giussani.com/articles


Bruno Giussani - Articles on Technology and Economy
(Articles on Politics and Society: follow this link)

L'economia diretta

La metafora della democrazia diretta aiuta a spiegare l'evoluzione economica

di Bruno Giussani
22 aprile 2007

Forse che la "democrazia diretta" possa fornire una buona metafora per capire le trasformazioni economiche attualmente in corso? Stiamo dirigendoci verso un'"economia diretta"? Xavier Comtesse, il direttore dell'antenna ginevrina di Avenir Suisse, lo pensa, e ci ha appena scritto un libro (il testo completo in francese, come pure riassunti in inglese e tedesco, sono disponibili gratuitamente su thinkstudio.com).

In un sistema di democrazia diretta come quello svizzero, la sovranità è nelle mani dei cittadini -- o perlomeno di coloro che decidono di partecipare attivamente, per esempio votando. Le loro opzioni non sono limitate alla scelta fra progetti (voto) o candidati (elezione), ma possono contribuire a dar forma al processo politico, in particolare attraverso le iniziative o i referendum. Traduciamo questo meccanismo in termini economici ed abbiamo la descrizione di un sistema nel quale i consumatori hanno un'influenza diretta su ciò che le aziende sviluppano e producono per loro. Più essi sono informati e socialmente attivi, più influenza eserciteranno sul sistema, esattamente come in democrazia diretta.

Scrive Comtesse: "Stiamo lasciandoci alle spalle un sistema basato sulle competenze del produttore e dirigendoci verso un sistema centrato su quelle del cliente". Vediamo un paio di elementi che avanza a sostegno della sua tesi.

Primo: la parola-chiave è "competenze". Da alcuni anni è in corso una grande discussione sul ruolo sempre più marcato dei consumatori nel processo creativo e commerciale. Essa tuttavia si è soprattutto incentrata sui cambiamenti nella "catena del valore": clienti che riservano direttamente il loro volo (EasyJet), che montano da soli i mobili (Ikea), che configurano il computer che vogliono comperare (Dell), che investono in Borsa via Internet (Swissquote), che sottopongono idee per prodotti che poi vengono realizzati (Muji, Nespresso), che scrivono articoli (Wikipedia), che verificano da soli lo stato di una spedizione (FedEx), e mille altri casi. Vi sono molti diversi modi d'interazione in questi esempi, ma Comtesse suggerisce un'altra dimensione, cruciale e spesso negletta: per interagire, per partecipare, per co-creare, i clienti devono sviluppare o acquisire certe competenze. Montare uno scaffale ne richiede di relativamente semplici, ma riservare un volo via Internet o creare un blog sono attività più complesse, e configurare un computer è ancora più complicato. Alcune di queste competenze sono puramente pratiche, altre molto concettuali, ma per beneficiare di questi servizi e prodotti il consumatore non ha scelta: deve acquisire queste competenze.

Come? Attraverso il loro "trasferimento": "quando Dell mi offre la possibilità di configurare il mio ordinatore, mi incoraggia -- o forza -- ad acquisire competenze: in qualche modo, opera un "trasferimento" implicito di competenze verso di me".

Secondo: spesso questi sviluppi (in particolare per quel che riguarda l'aviazione, ma non solo) portano l'etichetta "low cost", "a basso costo". Ma Comtesse pensa che si tratti di un modo sbagliato di interpretare il fenomeno: "dovremmo parlare piuttosto di alta produttività, perchè quello è il vero impatto sistemico del ruolo sempre più attivo del consumatore: guadagni di produttività. I prezzi bassi ne sono solo il risultato".

Terzo: questo fenomeno va incoraggiato, dice. Una produttività sempre più alta "è il solo modo per i paesi sviluppati di evitare il collasso dei sistemi pensionistici e delle assicurazioni sociali a causa dell'invecchiamento della popolazione".

(copyright 2007 Bruno Giussani)
Back to the articles archive