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Estonia, la prima guerra elettronica
Il paese baltico è stato sotto attacco informatico per alcune settimane
di Bruno Giussani
10 giugno 2007
Per alcune settimane in aprile e maggio il piccolo paese baltico dell'Estonia è stato il teatro della prima guerra elettronica fra (probabilmente) nazioni.
Gli attacchi sembrano legati alla la decisione delle autorità estoni, a fine aprile, di spostare la statua di un soldato, memoriale della seconda guerra mondiale d'era sovietica. L'Estonia è uno dei paesi più "elettronici" al mondo. E' il tipo di paese dove, quando il presidente Bush viene in visita, anzichè un oggetto d'arte gli si offre in regalo un telefono Sykpe -- perchè la tecnologia per questo sistema di telefonìa quasi gratuito via Internet è stata sviluppata lì. Come scrive il New York Times, "per gli estoni l'Internet è vitale quasi quanto l'acqua corrente: lo usano per votare, per fare la dichiarazione delle tasse, e -- attraverso i telefonini -- per pagare al negozio o il parcheggio".
Gli attacchi sono cominciati poche ore dopo la rimozione della statua, rimozione fortemente contestata dal governo di Mosca che considera il memoriale come un emblema del sacrificio e del coraggio dei russi contro i nazisti (mentre per gli estoni simboleggia l'occupazione sovietica del loro paese). Secondo le ricostruzioni, le ondate di dati inviati sulla rete verso l'Estonia hanno quasi prodotto la paralisi della sua infrastruttura elettronica, bloccando i siti web della presidenza e di alcuni ministeri e mettendo in difficoltà quelli della principale banca (incluso il sistema di pagamenti online) e dei giornali. "E una questione di sicurezza nazionale, come se fossero stati chiusi i porti e quindi l'accesso al mare", ha detto il ministro della difesa.
La prima intrusione nella rete estone è stata registrata la sera del 26 aprile. La maggior parte degli attacchi era basata sulla tecnica chiamata "denial of service": bombardando i siti e gli snodi della rete Internet del paese di dati e messaggi, gli attaccanti l'hanno sovraccaricata e resa parzialmente inoperativa. Per aumentare l'impatto dell'attacco, i pirati informatici avevano infiltrato computers in giro per il mondo con dei software chiamati "bots", una specie di virus informatico che prende il controllo del computer (all'insaputa del proprietario) e lo usa come agente ("zombie" in gergo) per svolgere queste incursioni nelle reti. In questo caso hanno usato una rete di "zombies" enorme, fino ad un milione, distribuiti dal Perù all'Asia.
Secondo una ricostruzione, nelle prime ore del 9 maggio il traffico sulla rete estone era di migliaia di volte il flusso normale. Il 10 è diventato ancora più denso, costringendo la principale banca del paese a chiudere i suoi accessi Internet per alcune ore (perdita: oltre un milione di franchi). Per difendere la rete, i tecnici del "computer response team" estone ne hanno isolato larghe porzioni, lasciandola accessibile soltanto dall'interno del paese.
A causa dell'uso di computer "zombies" situati in giro per il mondo, l'identità degli attaccanti non sarà probabilmente mai conosciuta con certezza. Ma il governo estone ha puntato il dito contro la Russia dicendo di avere dati che provano l'accusa (che Mosca respinge). D'altra parte, già prima dell'attacco su siti in russo circolavano istruzioni dettagliate sui siti da colpire e le modalità da usare. E la quantità di risorse messe in campo suggerisce che si sia trattato dell'operazione di un governo.
Il caso può quindi essere considerato la prima "guerra elettronica" fra paesi, e un campanello d'allarme della cybervulnerabilità crescente della società e dei sistemi politici ed economici.
(copyright 2007 Bruno Giussani)
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