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L'arrivo delle femtocelle
Le antenne dei telefonini traslocano in salotto
di Bruno Giussani
6 aprile 2008
In diversi paesi l'uso di telefoni cellulari ha ormai superato il 100 per cento -- ci sono più telefonini che abitanti. Sempre più numerosi sono coloro che abbandonano il telefono fisso e usano solo quello mobile. In altre parole: la copertura di rete è diventata un'infrastruttura cruciale della vita e dell'economia moderne.
Ciò spiega almeno in parte perchè, a partire dalla fine di quest'anno o, più probabilmente, dall'anno prossimo, le antenne di telefonìa mobile cominceranno ad apparire in appartamenti e uffici. Avranno la forma di un apparecchio standard di connessione all'Internet -- un "router" -- ma saranno in effetti delle stazioni della rete telefonica mobile: versioni a bassa intensità delle antenne che vediamo sui tetti, sui piloni e sui campanili di città e paesi.
Sono chiamate "femtocelle". "Femto" è il prefisso che denota un billiardesimo (10 alla potenza -15) ma dimenticate la matematica e pensate che il nome indica qualcosa di "molto piccolo". Non si riferisce alla dimensione dell'apparecchio, ma alla taglia della cellula di copertura della rete mobile. Le femtocelle usano il collegamento Internet a banda larga di casa per ripetere, all'interno, il segnale GSM o UMTS degli operatori di telefonìa mobile. Praticamente ogni operatore e ogni produttore di tecnologia attualmente ha una "strategia femto" o ne sta sviluppando una. La maggior parte degli analisti predicono un'adozione molto rapida della tecnologia. E per una volta le loro previsioni sono credibili perchè, se le femtocelle manterranno le promesse, il risultato sarà un segnale perfetto e linee chiare per i telefonini in casa e negli uffici.
Come funziona esattamente una femtocella? Come un punto d'accesso senza fili all'Internet, il cosiddetto Wi-Fi: usa un'antenna a bassa potenza per trasmettere voce e dati su un raggio limitato, e inviarli verso la rete dell'operatore attraverso la connessione a banda larga dell'utilizzatore. (E' quindi necessario avere un abbonamento alla banda larga per installare una femtocella). Gli apparecchi costeranno fra i cento e i trecento franchi, ma è probabile che gli operatori offriranno abbonamenti con apparecchi a basso costo, come fanno da anni con i telefonini.
A dipendenza delle caratteristiche tecniche del modello scelto, una femtocella può trasportare almeno quattro chiamate simultanee in un raggio di 50-100 metri. La tecnologia permette ovviamente la trasmissione di una chiamata da una cellula all'altra, per cui una telefonata iniziata a casa (nell'area di copertura della femtocella) può essere continuata senza interruzione mentre si è in movimento, attraverso il segnale della normale rete telefonica. La capacità di trasmissione dati delle femtocelle dovrebbe inoltre permettere l'offerta di servizi ad alta intensità (video).
In qualche modo, le femtocelle cambieranno la natura delle reti di telefonìa mobile. Quante volte vi siete trovati a "cercare" il segnale del telefonino, a muovere l'apparecchio attorno a voi per trovare una "barra" in più? Le femtocelle renderanno la rete più vicina. Molte questioni sono tuttavia ancora aperte. In particolare, gli standard della tecnologia non sono ancora del tutto definiti.
Eppoi c'è la questione delle radiazioni elettromagnetiche. Molto complessa, ma sostanzialmente molti vedranno le femtocelle come antenne di telefonìa mobile installate in salotto. In un certo senso, è vero. Tuttavia, la potenza delle femtocelle è ridotta e non è dissimile da quella dei punti d'accesso Wi-Fi o degli apparecchi senza fili usati per "monitorare" il pianto dei bambini in un'altra camera.
(copyright 2007 Bruno Giussani)
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