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La prima superpotenza della solidarietà
La combinazione dei miliardi di Bill Gates e di Warren Buffett in una sola fondazione potrebbe segnare la nascita di un nuovo tipo di attore globale.
di Bruno Giussani
24 settembre 2006
All'inizio dell'estate il secondo uomo più ricco del mondo, il finanziere americano Warren Buffett, ha annunciato la sua intenzione di devolvere gran parte (31 miliardi di dollari) dei suoi soldi alla fondazione dell'uomo più ricco del mondo, Bill Gates. Ciò raddoppierà il patrimonio della Fondazione Gates, e probabilmente anche i fondi che l'organizzazione erogherà ogni anno (attualmente circa 1.4 miliardi di dollari).
La notizia è stata variamente commentata, ma quasi tutte le analisi si sono soffermate sulla cifra (la più grande donazione filantropica della storia, anche se i soldi saranno trasferiti a rate) e sulle difficoltà nell'utilizzare simili capitali in modo efficace (la Fondazione Gates si occupa soprattutto di salute pubblica - malaria, tubercolosi, AIDS - e di educazione).
Almeno due altri aspetti meritano attenzione. Il primo: Buffett ha deciso di dare i suoi soldi ad una fondazione che già esiste e che non porta nemmeno il suo nome. Si tratta di una novità significativa: quasi sempre in passato le fondazioni e donazioni caritatevoli sono state usate come strumenti della vanità e trasformate in mausolei personali - seppur benevoli - alla gloria del donatore.
Il secondo aspetto importante è che questa donazione estende in modo massiccio il già notevole potere della Fondazione Gates. Crea, nei fatti, la prima superpotenza globale della filantropia (si consideri, per paragone, che il budget annuale dell'ONU, comprese tutte le agenzie ed i programmi, è di 20 miliardi di dollari), gestita come un business e le cui attività sono concentrate nella soluzione di problemi e della ricerca di risultati misurabili. E che dall'anno prossimo potrà beneficiare della totale attenzione di Bill Gates, il quale ha annunciato recentemente l'intenzione di lasciare i suoi incarichi operativi presso la Microsoft.
La combinazione dei soldi di Gates e di Buffett in una sola entità non-profit potrebbe segnare la nascita di un nuovo tipo di attore globale: l'organizzazione globale apolitica con ampie risorse proprie. Immaginiamo che altri Buffett e Gates in giro per il mondo concentrino il loro denaro in poche entità di questo tipo - di spirito imprenditoriale e gestite nel nome dell'efficacia e dell'efficienza. In un sistema internazionale strutturato attorno agli Stati, alle organizzazioni non-governative (ONG) e alle multinazionali, la loro collocazione esatta non è chiara. E questa trasformazione "efficientista" della filantropia preoccupa alcuni, poichè risorse che altrimenti sarebbero arrivate ai governi attraverso le tasse per essere "ridistribuite" in modo tradizionale sono invece affidate ad organizzazioni private che assegnano priorità diverse di ridistribuzione.
Mi sembra tuttavia, anche perchè seguo da alcuni anni l'attività della Fondazione Gates, che la potenza finanziaria, il rigore e l'efficienza di organizzazioni simili (magari alleate ad altre che dispongono di forti canali diplomatici, come la Clinton Global Initiative dell'ex-presidente americano) costituiscano una risposta possibile ad alcuni problemi che governi, ONU, UE e il mercato hanno ampiamente dimostrato di non saper risolvere - come la lotta contro le malattie che colpiscono soprattutto i paesi del sud.
Viene addirittura da chiedersi se non inizieremo presto ad assistere all'"outsourcing" parziale o totale, da parte della comunità internazionale alla Fondazione Gates (e ad altre istituzioni simili) della lotta contro alcune malattie e della ricerca di vaccini, o persino di alcuni programmi educativi.
(copyright 2006 Bruno Giussani)
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