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Le rughe sul "mondo piatto"
Nel mondo globalizzato le distanze si sono annullate. Davvero?
di Bruno Giussani
12 novembre 2006
Il mondo è piatto, dice Thomas Friedman, commentatore del "New York Times" e voce influente nell'analisi geopolitica ed economica, nel libro che porta questo titolo. Nel mondo globalizzato le distanze si sono annullate, il campo da gioco è aperto per tutti, la rete digitale rende tutto trasparente, accessibile, percorribile. Non ha più nessuna importanza l'essere a New York o a Bangalore: soltanto le capacità e le competenze contano, e la qualità del lavoro, e naturalmente il costo.
E' una visione entusiasmante per alcuni, preoccupante per altri, ma comunque interessante. E infatti "Il mondo è piatto", dopo essere stato un bestseller negli Stati Uniti, lo è rapidamente diventato anche in Europa (in Italia lo ha pubblicato Mondadori).
Ma ho l'impressione che, in questo mondo piatto, ci siano ancora alcune "rughe" qua e là.
Prendiamo un esempio "dal basso": ho una coppia d'amici svizzeri che vivono in una cittadina sulla costa italiana del Mediterraneo. Chiamiamoli, tanto per facilitare il racconto, Ingrid e Markus, e diciamo che sono zurighesi - non sono i loro veri nomi e non è la loro vera città. Hanno traslocato in riva al mare alcuni anni fa, alla ricerca di uno stile di vita diverso e di ritmi meno stressanti - e li hanno trovati: ancora un paio di settimane fa Ingrid andava a nuotare nel mare ogni pomeriggio. Fanno entrambi un lavoro di quelli che si definiscono "creativi" - Markus scrive software, Ingrid scrive - ed avevano immaginato di poter continuare a farlo a distanza, grazie all'Internet, vendendo le competenze e la creatività che avevano già per anni venduto con successo a clienti e datori di lavoro in Svizzera. "Pensavamo fosse un'ottima idea. Ci vedevamo un po' come dei 'cyber-nomadi'. Lavoravamo comunque già molto con l'Internet, e per noi le frontiere nazionali non esistono più da molto tempo", mi ha detto Ingrid.
Ma si sbagliavano. Avevano sottovalutato le molte rughe che ancora esistono nel "mondo piatto" - in particolare quelle simboliche, quelle che danno ai clienti un'impressione migliore, un senso di affidabilità più alto. "Non piaceva che fossimo lontani, anche se, nel caso fosse necessario un incontro, siamo solo a qualche ora d'auto. Ma particolarmente non piaceva che fossimo in Italia, un paese ancora molto associato con le vacanze, con il sole e le spiagge, col 'farniente', insomma anche con un po' di pigrizia".
Così, hanno dovuto cambiare strategia. Hanno smesso di dire dove si trovano - i loro siti web non offrono alcuna indicazione in questo senso - e hanno ripreso dei numeri telefonici con prefisso di Zurigo, naturalmente deviati sui loro telefoni italiani. "Ci comportiamo come se fossimo a Zurigo, e tutti sono contenti, e il nostro portfolio clienti è piuttosto fiorente".
No, non mentono: "se qualcuno chiede dove siamo, lo diciamo; ma in verità la gente chiede raramente". Visto che rispondono ad una chiamata verso un numero di Zurigo, si presume che abbiamo sollevato la cornetta a Zurigo.
Naturalmente, hanno dovuto prendere qualche precauzione. "Sappiamo sempre che tempo fa a Zurigo in quel momento", grazie alle molte webcams disponibili sull'Internet. E tengono d'occhio le ultime notizie ed i dibattiti che agitano il microcosmo svizzero, pure qui con l'ausilio delle edizioni web dei giornali e dei canali delle tre reti radio nazionali, che si possono ascoltare dal vivo anche sull'Internet. "Così, in qualche modo, una parte di noi davvero è in Svizzera", dice Ingrid. Che però, poco dopo la nostra discussione (due settimane fa), ha spento il computer, messo un costume da bagno, ed è andata in spiaggia.
(copyright 2006 Bruno Giussani)
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