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L'impensabile legame Sahara-Amazzonia
Una piccola regione del sud del Sahara è la principale fonte di minerali della foresta pluviale dell'Amazzonia.
di Bruno Giussani
11 marzo 2007
Ogni tanto ci arrivano delle notizie che ci fan capire quanto poco capiamo (e sappiamo) del modo in cui funziona veramente il pianeta Terra. Questa per esempio: un gruppo di scienziati della NASA, delle università di Oxford (Inghilterra), del Maryland (USA) e di San Paolo (Brasile), del Weizmann Institute (Israele) e altri hanno scoperto che una piccola regione del sud del Sahara, chiamata Depressione del Bodele, che si trova al nord-est del lago Ciad, è la principale fonte di minerali della foresta pluviale dell'Amazzonia.
L'Amazzonia è la più grande foresta equatoriale del mondo; copre un territorio di circa 7 milioni di chilometri quadrati (una superficie grande circa venti volte l'Italia). E, appunto, ci sono migliaia di chilometri fra il Sahara e l'Amazzonia, c'è un intero oceano di mezzo. Ma questo inatteso e sorprendente meccanismo naturale è stato ben documentato dal gruppo di specialisti. Traduco da un articolo che hanno pubblicato recentemente nella "Environmental Research Letters", una rivista scientifica molto credibile: "Circa 40 milioni di tonnellate di polvere sono trasportate ogni anno dai venti dal Sahara fino al bacino amazzonico. La polvere e la sabbia del Sahara sono da considerare la principale fonte dei minerali che fertilizzano il bacino dell'Amazzonia. Ciò crea un effetto di dipendenza della salute e della produttività della foresta equatoriale dal rifornimento di polvere dal Sahara. Con i dati contenuti in questo articolo mostriamo come circa la metà della polvere che annualmente raggiunge l'Amazzonia proviene da una singola fonte: la Depressione del Bodele, a nord-est del lago Ciad, una zona non più grande dello 0.5 per cento dell'Amazzonia, e che rappresenta circa lo 0.2 per cento del Sahara".
Il lago Ciad è un lago poco profondo le cui dimensioni variano enormemente a dipendenza delle precipitazioni e delle temperature - da circa 25'000 chilometri quadrati al termine della stagione delle piogge a 9'000 nella stagione arida. La polvere del Bodele si forma principalmente su terreni che vengono inondati di acqua fangosa nella stagione delle piogge per poi seccare, ma le dinamiche esatte della circolazione dei venti che sollevano la polvere e la trasportano in altre parti del mondo sono ancora relativamente poco chiare. Scrivono gli scienziati nel loro articolo: "Situato in una stretta zona fra due catene di montagne, che dirigono e accelerano i venti di superficie, il Bodele emette polvere durante il 40 per cento del periodo invernale, producendone in media 0.7 milioni di tonnellate al giorno".
Gli scienziati hanno analizzato i dati rilevati dai satelliti e le immagini che mostrano "un trasporto continuo di polvere e sabbia attraverso i 5000 chilometri fra le fonti sahariane e i Caraibi e l'America del Nord durante l'estate, e fino al bacino Amazzonico durante l'inverno" (estate e inverno sono quelli dell'emisfero nord).
La foresta pluviale è caratterizzata da una vegetazione alta e densa, e il suo ecosistema è caldo e umido. Tuttavia, "il terreno della foresta tropicale amazzonica è poco profondo, povero in nutrienti e praticamente senza minerali solubili. Le piogge pesanti lavano via i nutrienti prodotti dall'erosione delle rocce. La foresta tropicale ha un circolo nutritivo molto corto, e ha bisogno di un rifornimento stabile di minerali per poter mantenere il suo fragile equilibro. (…) Ogni cambiamento nel rifornimento di elementi nutrienti potrebbe condurre alla trasformazione della foresta tropicale in un deserto umido".
(copyright 2007 Bruno Giussani)
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