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La ricerca della città "verde"
E' possible creare una città ecologicamente "sostenibile"?
di Bruno Giussani
3 giugno 2007
Jaime Lerner è l'ex-sindaco di Curitiba, nel sud del Brasile, e attuale governatore dello stato di Paranà. Architetto pianificatore, quand'era sindaco ha immaginato e messo in opera una serie di soluzioni innovative ai problemi di Curitiba, rendendola una delle città ecologicamente più "sostenibili" al mondo.
Per esempio, ha trasformato i bus in una rete di trasporti pubblici con la capacità e la velocità di un treno leggero urbano, a un costo molto ridotto rispetto a quello di una struttura tramviaria o ferroviaria equivalente. Lo ha fatto allungando i bus, stabilendo delle corsie preferenziali, e creando delle stazioni "tubolari" poste ai lati della strada, che accelerano l'entrata e l'uscita dei passeggeri. Per incoraggiarne l'utilizzo, ha introdotto biglietti a doppio uso: oltre a viaggiare in bus, si partecipa a una lotteria. Attualmente ogni giorni 2.2 milioni di passeggeri prendono i bus a Curitiba. L'ex-sindaco ha anche trasformato le paludi attorno alla città in parchi (e vi ha portato delle pecore "che tosano l'erba gratuitamente", ha detto alla recente conferenza TED). Per combattere il problema dell'immondizia e del disordine urbano, ha messo in piedi un sistema di scambio di cibo contro bottiglie e lattine vuote.
Lerner crede nella semplicità nell'affrontare i problemi urbani, nonché nelle decisioni rapide. E' diventato famoso in Brasile quando ha trasformato il centro di Curitiba in zona pedonale nello spazio di 72 ore. "La sostenibilità ecologica non è solo una questione di nuove fonti energetiche, nuovi materiali e nuove tecnologie: è anche una questione di design urbano".
Un'affermazione che certamente troverebbe d'accordo l'architetto-star Norman Foster. Dice (alla conferenza DLD di Monaco): "Il 70 per cento del nostro consumo energetico è influenzato dal modo in cui le città e le infrastrutture sono progettate e costruite". Come sono progettate? Cita la città americana di Detroit: è totalmente dipendente dall'automobile. Se la città cresce e si espande, può farlo soltanto consumando sempre più territorio e sempre più energia. "Se paragoniamo Detroit alle città europee, dove camminare, andare in bicicletta e utilizzare i trasporti pubblici sono cose normali, ci rendiamo conto che quando la densità abitativa di una città raddoppia, il consumo di energia diminuisce significativamente".
Non è chiaro, tuttavia, se si possa creare una città veramente "sostenibile" dal profilo ambientale. Fra gli speakers alla stessa conferenza TED (che si è svolta in California) c'era Chris Luebkeman, il capo della ricerca della società Arup, la più grande azienda d'ingegneri al mondo -- sono 8000 e si occupano per esempio della parte ingenieristica dei cantieri olimpici di Pechino. Luebkeman mostra una foto di New York, che è una città totalmente dipendente da un continuo flusso di risorse e energia. "Sono cose che non possiamo più permetterci", dice. Nella sola Cina, nei prossimi anni mezzo miliardo di persone si muoveranno dalle campagne verso le città. Arup sta lavorando al progetto di una nuova città poco distante da Shanghai, chiamata Dongtan, della stessa dimensione di Manhattan. "L'impronta ecologica di una città del genere è normalmente di 8,2; siamo riusciti ad abbassarla a 2,6, ma non è ancora abbastanza: idealmente dovremmo arrivare a 2,2".
Quello che Luebkeman sta dicendo è: anche applicando i migliori e più avanzati materiali, tecnologie, pianificazione, design, ingegneria e idee, non siamo ancora capaci di creare una città veramente sostenibile. E continuiamo a "sforare" di almeno il 15 per cento.
(copyright 2007 Bruno Giussani)
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