"La spiritualità non nasce dal rapporto uomo-macchina"
Il rapporto Internet-religione nell'opinione di un esperto
di Carlo Silini, Corriere del Ticino, 7 settembre 1998
Signor Giussani, Internet sta già cambiando (o cambierà) la visione del mondo, e quindi la filosofia di vita, delle prossime generazioni?
Molti teenagers oggi già vivono parzialmente nel cyberspazio, si muovono ed organizzano il loro tempo ed i loro interessi in un continuo flusso di interazioni virtuali. Queste coprono uno spettro molto largo che va dai videogiochi all'e-mail di Internet. La maggior parte degli adulti, genitori, politici, insegnanti, hanno forse intravisto la superficie del fenomeno -- le pagine Web, fenomeno molto mediatico -- ma non si sono ancora resi conto del potenziale di cambiamento sociale, culturale ed economico che rappresenta l'Internet.
Un esempio?
Molti adolescenti si disinteressano del Web. Vivono nelle "chat rooms", questi angoli d'Internet e di altri sistemi di rete che permettono di incontrarsi virtualmente in tempo reale e discutere, e usano la posta elettronica come linfa di un loro sistema di interconnessioni che scavalca famiglie, strutture, frontiere, lingue. Recentemente ho partecipato ad un incontro con alcuni adolescenti europei, americani e africani durante una conferenza internazionale consacrata ad Internet. Alcuni di loro trascorrono il tempo libero animando o moderando gruppi di discussione su temi come lo sviluppo economico dei paesi del sud, la gravidanza adolescenziale, le famiglie violente, nuovi modelli di organizzazione sociale. Un paio hanno creato la loro società. Sono ragazzi e ragazze di sedici o diciott'anni che hanno ricevuto il loro indirizzo Internet come regalo di compleanno da parte "di mia nonna che non ci capisce nulla ma è molto comprensiva" (l'ha detto il rappresentante finlandese), che non hanno complessi di fronte alla tecnologia, la cui principale preoccupazione ovunque si trovino è di trovare una presa telefonica dalla quale ricollegarsi alla comunità virtuale, e che hanno uno sguardo sul mondo incredibilmente fresco, originale, provocante, e tuttavia documentato e mai banale. I loro idoli? Con me nella sala c'era Vinton Cerf, considerato il "padre di Internet" per aver svolto un ruolo preponderante alla fine degli anni Sessanta nella definizione dei protocolli di comunicazione che ancora oggi fanno funzionare la rete. Per prima cosa, i giovani hanno voluto qualche minuto per una fotografia con il loro "idolo" Cerf, l'inventore del loro spazio.
Qualcuno considera Internet (con i suoi gerghi da iniziati, le sue liturgie e i suoi riti) una specie di nuova religione. Cosa ne pensa?
Le nuove tecnologie trasformano il modo di vedere e di pensare il mondo, e quindi parte dei comportamenti quotidiani. Internet introduce indubbiamente nella cultura una serie di "vissuti elettronici" inediti, di un genere nuovo, che possono sforare nello spirituale; ma spirituale non è il rapporto uomo-macchina o uomo-rete, bensì quello fra l'utilizzatore e un gruppo di altri utilizzatori. Detto fra parentesi: i "gerghi da iniziati" di Internet non sono più complessi né più criptici dei gerghi da iniziati dei meccanici, degli operatori di borsa o dei piloti d'aereo. E se esiste un luogo libero da riti e liturgie è proprio Internet, dove persino il rito più comune della cultura occidentale -- stringersi la mano quando ci si incontra -- lascia il posto al dialogo immediato.
C'è chi ritiene che solo nella grande rete sia possibile instaurare valori etici e/o ideali assoluti, come la libertà di espressione ed un'autentica democrazia. Fino a che punto è vero?
I valori ideali non possono mai essere incarnati da una struttura, possono soltanto essere portati da una comunità di persone che li condivide, li nutre e li protegge. L'ideale di una "democrazia vera" grazie alla rete mi sembra espressione di una certa ingenuità. Certo, sarebbe già possibile oggigiorno instaurare il voto elettronico continuo, non c'è bisogno di Internet per questo, bastano poche modifiche al sistema telefonico. Ogni giorno una votazione, tutti decidono tutto. Le pare un sistema più democratico? Ne dubito.
Nel web si creano effettivamente nuove comunità virtuali. E' ipotizzabile che nascano anche delle nuove chiese o forme religiose?
Perchè no? Ma ancora una volta non dipende dalla rete stessa, ma dalle affinità, dalla prossimità psicologica e spirituale delle persone che fanno parte del gruppo.
(copyright Corriere del Ticino, 1998)
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