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Un giornalista nella rete

Corrispondente dall'Europa per l'edizione elettronica del "New York Times", Bruno Giussani ci parla di Internet e dei suoi sviluppi

di Maria Pirisi, Cooperazione, 30 luglio 1997

Bruno Giussani è il primo ticinese corrispondente per l'edizione elettronica del "New York Times" su Internet. Il suo tirocinio giornalistico avviene al "Giornale del Popolo" e all'"Eco di Locarno". Si laurea in scienze politiche a Ginevra e, dal 1991 al febbraio del 97, collabora con "L'Hebdo", prima come capo della redazione politica e in seguito come corrispondente dall'America.

Quando ha cominciato ad occuparsi di Internet?

I primi contatti li ho avuti già nel 92/93, ma è stato nel 1994, durante il mio soggiorno a New York per le mie corrispondenze con "L'Hebdo", che il mezzo mi ha letteralmente travolto. Mentre qui in Europa a malapena si disquisiva sulle sue possibili applicazioni, in America le innovazioni multimediali (utilizzazione integrata di più media, ndr.) erano una realtà acquisita. E così Internet, che veniva utilizzato da tutti, sia nel mondo degli affari che in quello giornalistico.

E al suo rientro in Svizzera...

Ho approfittato del mio soggiorno americano per approfondire le conoscenze sul mezzo che poi, al mio ritorno, ho fatto fruttare inaugurando all'"Hebdo" una rubrica fissa sul tema ed aprendo il primo sito svizzero di informazione su Internet.

E da lì il ritorno virtuale in America.

Fin da allora mi ero impegnato in una serie di conferenze, seminari e dibattiti a beneficio dei lettori, e nel gennaio 97 durante una di queste conferenze, organizzata dall'Associazione internazionale degli editori, sono stato invitato dal rappresentante del "New York Times" a diventare corrispondente dall'Europa per l'edizione elettronica del giornale. Attualmente mi occupo degli sviluppi del mercato multimediale di Internet in Europa.

A che punto siamo in Europa rispetto all'America, nel campo multimediale?

A livello di infrastruttura, andiamo di pari passo, mentre per ciò che concerne l'utilizzo siamo decisamente in ritardo: le tecnologie della comunicazione innovative stentano a conquistare il mondo del lavoro, dell'economia, della finanza, della politica e il grande pubblico in genere.

A cosa è dovuto secondo lei questo ritardo?

Noi europei tendiamo ad essere fortemente prudenti nei confronti delle innovazioni tecnologiche, al contrario degli americani che ne sono totalmente affascinati e non esitano a correre rischi pur di sperimentare qualcosa di nuovo. Prima di "tuffarci", preferiamo aspettare i risultati delle sperimentazioni altrui, analizzare in anticipo le eventuali conseguenze negative e preparare le contromisure. In Europa, se lanci una ditta e dopo tre anni chiudi, ti resta il marchio del fallito per tutta la vita. Negli Stati Uniti, dopo il fallimento puoi ricominciare ad inventarti un'altra attività dopo due giorni. Questo perchè le esperienze negative sono comunque considerate esperienze che ti evitano di fare gli stessi errori, mentre qui ancora prima di fare degli errori vorremmo assicurarci che non ne faremo mai.

Un ritardo che presto sarà recuperato dalle nuove generazioni per le quali i termini Internet, multimedia, fanno ormai parte della quotidianità. Pensa che in futuro il giornale elettronico potrà sostituire la carta stampata?

Non lo credo, però sono certo che Internet spingerà i media attuali (televisione, radio e giornali) a dover cambiare il modo di fare giornalismo, di dare le informazioni, soprattutto quando si inseriscono in una rete telematica.

In che senso?

Un abbonato ticinese ad Internet che la mattina vorrà consultare i giornali elettronici cercherà una notizia sull'Italia (o su un altra nazione straniera) su un quotidiano (sempre elettronico) italiano (o di altra nazionalità), mentre consulterà i giornali ticinesi per le notizie cantonali o regionali. Questo naturalmente costringerà i piccoli giornali a circoscrivere il loro raggio di informazione alle notizie locali, non avendo i mezzi per competere con le grandi testate.

Potrebbe spiegare cos'è Internet in poche parole?

Un sistema di comunicazione di tipo nuovo che invece di concentrare il potere comunicativo nelle mani di pochi lo distribuisce fra tutti i suoi fruitori.

Internet, nel suo futuro...

Sto scrivendo un libro in cui cerco di interpretare tutti i luoghi comuni legati ad Internet, offrendone una chiave di lettura. E' un modo il mio per ridare a questo mezzo il suo giusto valore e la sua grande potenzialità, liberandolo dalla morsa di chi lo demonizza o gli attribuisce onnipotenza.

(copyright Cooperazione 1997)