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Switzerland and the Holocaust Assets

The Press About Us

La controversia sugli averi ebraici
in un sito Internet

Creato e concepito dal giornalista ticinese Bruno Giussani

di Françoise Gehring, La Regione, 3 dicembre 1997



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The Press About Us
Credits


www.giussani.com/holocaust-assets. Questo è l'indirizzo elettronico di un sito sugli averi ebraici "Switzerland & the Holocaust Assets" creato dal giornalista ticinese Bruno Giussani, un vero e proprio esperto di Internet e del mondo che ruota attorno al cibervillaggio (oltre ad essere editorialista dell'edizione elettronica del "New York Times"). In piena conferenza di Londra sull'oro nazista, il sito sta diventando un vero e proprio crocevia di informazioni. Ma come è nata l'idea di creare un sito così? Abbiamo girato la domanda a Bruno Giussani (che non è di religione ebraica).

"Il grande interesse per il dossier sugli averi ebraici e la controversia ad esso connessa è senza dubbio stata la molla che mi ha spinto a creare un sito sull'argomento. Al di là dell'impatto mediatico, politico e sociale, alla base della mia scelta ci sono anche motivi di interessi personali per questo tema. Bisogna inoltre sapere che ogni attore della vicenda possiede un sito ufficiale su Internet. Ma quello da me creato è l'unico sito che raccoglie tutte queste informazioni e che permette all'utente di Internet di stabilire contatti con gli attori in campo: dalla Task Force al grande accusatore della Svizzera, il senatore Alfonse D'Amato".

Insomma il sito "Switzerland & the Holocaust Assets" è una sorta di repertorio di tutto ciò che esiste sul dossier. Il sito offre, in particolare, una cronologia dettagliata della crisi. Un aggiornamento costante delle informazioni. Il sito Web, totalmente indipendente da tutti gli attori della controversia, è strutturato secondo i seguenti criteri: "Il sito sfrutta le informazioni esistenti su Internet. Il mio primo lavoro è quello di organizzare la massa immensa di informazioni che circolano su Internet. Oltre al coordinamento del materiale, creo anche delle informazioni. Come? Seguendo per esempio passo a passo la controversia, aggiornando la cronologia, la bibliografia".

Al di là del servizio all'utente, a quale domanda ha voluto rispondere creando il sito? "Ho voluto creare una piattaforma che permettesse di rispondere a molte domande senza troppa dispersione di energie e nel modo più oggettivo possibile. Un esempio. Se qualcuno vuole sapere co`s'è la "Fondazione Svizzera Solidale" o di che cosa si occupa la Commissione Volcker, il sito fornisce la risposta. Il mio sito non risponde però solo al bisogno di canalizzare molte informazioni esistenti. Esso è anche e soprattutto una risposta al bisogno di canalizzare molte forze esistenti. Esso è anche e soprattutto una risposta alla necessità di avere un'immagine coerente e completa di tutta la controversia. Il sito fornisce dunque un quadro globale del dossier averi ebraici".

Adesso è in corso la conferenza di Londra sull'oro dei nazisti, come intende organizzare il suo lavoro? "Appena riappendo il telefono inserisco nel sito le prime informazioni, il programma, le dichiarazioni degli attori principali. Seguirò poi giorno per giorno lo svolgimento della conferenza". Il sito, come dicevamo all'inizio, sta diventando una piattaforma di scambio. Bruno Giussani riceve messaggi dai quattro angoli della terra. "Il sito, che ho avviato quest'estate, comincia ad essere molto conosciuto. Ricevo messaggi dall'entourage dei politici americani che si occupano degli averi ebraici fino al nipote di un sopravvissuto all'Olocausto che abita in Australia e che vuole sapere come entrare in contatto con l'Associazione svizzera dei banchieri. Ho contatti, attraverso questo sito, con i colleghi giornalisti del mondo intero con i quali posso scambiare anche molte informazioni. Io rispondo a tutti i messaggi nel limite delle mie competenze e rinvio ad altre personalità qualora la domanda esula dal mio campo di conoscenze. Mi capita anche di ricevere dei messaggi che sono destinati alla Task Force (che per scelta ha deciso di non rispondere agli e-mail)".


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