Immaginate una conferenza internazionale con oltre 2000 partecipanti, tutti direttori generali, capi di stato, scrittori e artisti famosi, scienziati di alto livello e personalità del mondo dei media e dello spettacolo. Si svolge in una piccola località turistica di montagna, un luogo abbastanza raccolto da permettere a queste persone di incontrarsi ed entrare in comunicazione con facilità: all'interno del centro conferenze, naturalmente, ma anche nelle hall degli alberghi, nei ristoranti o semplicemente passeggiando sulla promenade innevata.
Se ciò crea un ambiente altamente favorevole alla casualità degli incontri, è anche vero che in mancanza di un considerevole supporto tecnologico la velocità e la forza dell'evento (che in cinque giorni registra 330 sessioni, pranzi e cene di lavoro nonché migliaia di incontri privati) potrebbero ostacolare una comunicazione più efficace e mirata tra i partecipanti. Con tutte queste persone sparpagliate in tanti luoghi e impegante in tante attività, in che modo sperare di trovarne una in particolare cercando a caso per i corridoi del centro conferenze?
Una possibile risposta: in qualunque punto vi troviate, perfino nel bel mezzo di una sessione, tirate fuori il vostro computer portatile wireless e inviate un e-mail: "Possiamo incontrarci al bar questo pomeriggio alle tre e mezzo?".
L'evento è l'incontro annuale del World Economic Forum che si tiene alla fine di gennaio a Davos, in Svizzera (Nel 2002, eccezionalmente, si svolgerà a New York). È considerata la riunione economico-politico-sociale più importante al mondo. Insieme ai tesserini d'identificazione e alle borse con la documentazione, ai partecipanti all'incontro che si è tenuto a gennaio 2001 è stato fornito anche un computer Compaq iPAQ portatile dotato di una connessione wireless ad alta velocità.
Sulle prime, a molti partecipanti gli iPAQ, eleganti terminali tascabili con monitor a colori in vendita per circa 700 euro e - al tempo - quasi impossibili da trovare (secondo il produttore la richiesta era venticinque volte superiore rispetto alle attese), erano sembrati costosi ed eleganti regali. Ma durante lo svolgimento della conferenza, i convenuti divennero parte di ciò che può essere considerato a tutt'oggi uno degli esperimenti più avanzati in fatto di Internet mobile.
I partecipanti al World Economic Forum non sono famosi per essere tecnologicamente esperti; al di là del telefonino molti possiedono solo un livello minimo di familiarità con i dispositivi informatici e la tecnologia wireless. Inoltre, a Davos i partecipanti devono affrontare una tabella di marcia frenetica e hanno poco tempo e poca voglia di imparare a conoscere le funzionalità di nuovi e sofisticati apparecchi portatili wireless. Ciononostante, più di 1.800 partecipanti presero il loro "Davos Companion", come venne chiamato l'iPAQ, e iniziarono a utilizzarlo.
Fondato nel 1971 dal professor Klaus Schwab, il Forum ha spesso fatto ricorso tecnologie avanguardistiche per aiutare i partecipanti ad utilizzare il loro tempo a Davos in maniera più efficace e ad entrare in comunicazione tra loro. In passato, gli organizzatori preparavano un volume di duemila pagine delle dimensioni di una cartolina, una specie di esclusivissimo Who's Who (che gli insiders chiamano "booklet") che conteneva il profilo, la foto e le informazioni su ogni convenuto. La dettagliatissima agenda era tenuta insieme da un raccoglitore. In tempi più recenti, nel centro congressi e negli atri degli alberghi sono stati installati dei terminali informatici, i "chioschi". I chioschi non sostituivano l'opuscolo e il raccoglitore ma, grazie a un'interfaccia Web, permettevano ai partecipanti di avere accesso a informazioni aggiornate, di comporre e stampare agende personalizzate, di accreditarsi alle sessioni, di inviare e ricevere e-mail (il modo più efficace per organizzare degli incontri) e, naturalmente, di ricercare i reciproci profili. Tra una sessione e l'altra, i partecipanti facevano la fila ai chioschi per controllare la propria casella postale.
Non questa volta. A gennaio 2001 quasi tutto ciò che il chiosco poteva fare era disponibile nelle tasche di tutti attraverso il computer iPAQ. Anche se l'involucro di plastica trasparente che avvolgeva l'agile dispositivo e la scheda wireless in esso contenuta ne portavano il peso un po' oltre i 170 grammi dichiarati, molti partecipanti lasciarono la guida di duemila pagine nella stanza d'albergo. Il Companion provocò anche una brusca caduta nell'uso della posta elettronica attraverso i chioschi. Secondo le statistiche, nei primi cinque giorni dell'evento 20.000 e-mail furono spediti con gli iPAQ rispetto ai 12.000 inviati dai chioschi, il 50% in meno rispetto all'anno precedente. E queste cifre non tengono conto delle mailing di gruppo come gli aggiornamenti dell'agenda o le comunicazioni speciali.
"Se si considera la difficoltà di scrivere sul minischermo dell'iPAQ rispetto alla comodità della tastiera del terminale, queste cifre sono davvero impressionanti", commenta André Schneider, direttore per la tecnologia del Forum.
Il costo dell'intera operazione è stimabile intorno a 3,5 milioni di euro, per un ammontare pari a 1.900 euro per utente, compreso il costo degli iPAQ. La domanda immediata, quindi, è: gli utenti sarebbero disposti a pagare per il servizio? André Schneider non ha una risposta. Probabilmente nessuno ne ha una in questa fase e, naturalmente, con la crescita progressiva dell'"Internet mobile", i costi diminuiranno. Per le aziende coinvolte, tutte americane, l'investimento aveva anche l'obiettivo di affermare che gli Stati Uniti non sono da meno rispetto all'Europa in fatto di tecnologia wireless, e ciò è stato brillantemente dimostrato.
Dal punto di vista del World Economic Forum, una cosa sembra probabile: il prossimo gennaio, quando la riunione si svolgerà a New York, ci saranno ancora meno choschi. Il sistema wireless potrebbe essere allargato fino a coprire un'area più ampia, magari con un localizzatore GPS che consenta di sapere, ad esempio, come arrivare a un certo albergo. E una serie di ulteriori funzioni personalizzate sono allo studio. Un aggiornamento della rete potrebbe addirittura permettere la partecipazione in remoto alle sessioni, attraverso video live, o scaricarne delle parti, il che apre un'intera serie di nuove domande sull'impatto complessivo dei dispositivi wireless sul modo in cui le persone vivono l'esperienza di un evento del genere, e più in generale sul modo nel quale esse interagiscono.
Direte: tutto qui? Sì: questo è più o meno lo stato attuale dell'Internet mobile. È certamente vero che la trasmissione di informazioni per wireless non è una novità, e che centinaia di altri esempi potrebbero essere raccontati. L'editore Burda, a Monaco, sta sperimentando una soluzione simile a quella di Davos. Idem per la banca Merrill Lynch a New York, che ha aggiunto all'apparecchio anche un modem wireless in grado di tenere in connessione le persone anche all'esterno dell'edificio. Da oltre dieci anni i corrieri FedEx trasportano terminali wireless personalizzati per registrare le consegne. Dei terminali portatili vengono usati in ristoranti per prendere le ordinazioni, nei magazzini delle case automobilistiche per mantenere il controllo sugli inventari, nelle agenzie di autonoleggio per facilitare e velocizzare la restituzione dei veicoli, negli ospedali per registrare in tempo reale le condizioni dei pazienti. Tutto questo non solo serve a risparmiare denaro e a aumentare la produttività, ma migliora anche il servizio ai clienti. Aziende come Omnisky e YadaYada negli Stati Uniti vendono diversi modi di accesso wireless ai dati, compreso quello a Internet. In Europa, i telefoni basati sul protocollo per le applicazioni wireless (WAP) consentono di cercare informazioni online, anche se in maniera molto limitata. Ogni sistema è strutturato diversamente dall'altro, ha funzionalità proprie, richiede agli utenti l'apprendimento di un'interfaccia specifica. In alcuni casi gli strumenti sono sofisticati, come il Davos Companion, ma è tutto: fuori dai laboratori di ricerca, e dalle menti degli strateghi del marketing, lo stato attuale dell'Internet mobile è questo.
Non si tratta, tuttavia, di risultati trascurabili, ben al contrario: perché "wireless" significa problemi. Oltre 700 milioni di persone al mondo utilizzano un telefono mobile e ogni giorno sperimentano la realtà della comunicazione senza fili: interferenze, segnali deboli, perdita di connessione, copertura casuale, incompatibilità, perdita di dati, durata delle batterie limitata. Allo stesso tempo, negli ultimi due anni siamo stati invasi da una nuova gamma di acronimi e termini collegati alla tecnologia per la comunicazione wireless, tra cui UMTS, GPRS, WAP, SMS, 3G e ancora Bluetooth, i-mode, BlackBerry e m-commerce. Formule che annunciavano la promessa, rinforzata da campagne pubblicitarie molto aggressive, di portare Internet nelle tasche degli utenti e permettere l'accesso a qualsiasi cosa, in qualunque momento e in qualunque luogo grazie a semplici periferiche palmari. Gli operatori wireless in Europa hanno investito oltre 120 miliardi di euro per acquistare dai governi il diritto di utilizzo delle frequenze radio per offrire servizi in grado, a loro dire, di cambiare l'esistenza di chiunque.
Il Davos Companion ha in qualche modo segnato un punto di svolta in questa corsa all'iperbole. Ha dimostrato ad amministratori delegati, banchieri e leader del mondo politico e mediatico che cosa fosse realmente possibile realizzare mobilitando le risorse dell'associazione economica e politica più importante del mondo. Il dispositivo in sé era senza dubbio un'opera notevole dal punto di vista tecnologico, un'autentica conquista, con un design sofisticato e dei servizi di prim'ordine. Ma in nessun modo era paragonabile alle visioni fantascientifiche diffuse nei mesi precedenti dai video promozionali dei fabbricanti di telefoni cellulari.
Lo scopo di questo libro non è mettere in dubbio le potenzialità dell'Internet mobile, quanto piuttosto ridimensionare le promesse troppo entusiastiche fatte nel 1999 e nel 2000 e le aspettative che queste hanno provocato, e spiegare lo stato reale delle cose. Come si avrà modo di osservare nelle pagine che seguono, non nutro una grande fiducia nelle previsioni di mercato e nelle predizioni tecnologiche. Ma non ho dubbi sul fatto che siamo entrati in un trend di lungo periodo che porta verso la ubiquitous connectivity e che la tecnologia wireless ridefinirà molte attività economiche, rimodellando al contempo delle parti significative della nostra realtà fisica e sociale. Non vi è dubbio che esiste una vasta, latente richiesta di comunicazione mobile e di accesso alle informazioni. Credo nel potere della mobilità e della connettività. Penso che nel lungo periodo saremo tutti collegati in rete - non accederemo più a Internet ma ne faremo parte, saremo un nodo della rete.
Tuttavia, al momento l'Internet mobile è agli albori; prende forma mano a mano che leggete questo libro. L'idea fondamentale è semplice: invece di trasferire le informazioni (voce o dati) attraverso fili e cavi, la tecnologia wireless utilizza le onde radio. Oltre questo punto però, al momento c'è soprattutto confusione e nebbia. Un miscuglio caotico di sviluppi paralleli e concorrenti e un'ampia varietà di tecnologie e modelli complica continuamente il quadro. Fino a quando non verranno introdotte nel mercato reti più veloci e periferiche di qualità superiore, il livello di frustrazione legato all'uso della tecnologia aumenterà invece di ridursi, rendendo difficilmente attuabili modelli di business sostenibili. La comunicazione vocale resterà ancora a lungo la "killer application" della telefonia cellulare, con la sola aggiunta dalla messaggistica. L'intero settore è in continuo mutamento e il futuro riserva ancora molti cambiamenti. Gli operatori devono affrontare formidabili difficoltà di engineering, problemi di entrata sul mercato, pressioni finanziarie; senza contare le crescenti aspettative dei clienti. Nel complesso, il settore delle comunicazioni mobili sta vivendo e vivrà un processo di consolidamento continuo, con possibili fallimenti, e non solo tra le dot-com. L'applicazione commerciale della tecnologia potrebbe rivelarsi lunga e ardua almeno quanto il suo sviluppo: la ricerca sulla telefonia di terza generazione fu avviata dieci anni fa.
L'Internet mobile non è "Internet reso mobile". La ragione principale è piuttosto ovvia: i piccoli terminali portatili non sono fatti, e mai lo saranno, per sostenere la ricca interfaccia utente e la connettività dei computer. In secondo luogo, le reti wireless sono caratterizzate da limiti considerevoli se confrontate con quelle fisse. Laddove la larghezza di banda in linea fissa può essere sempre espansa aggiungendo fili, lo spettro radio è limitato, circoscritto dai suoi limiti fisici e dal modo in cui i governi lo hanno suddiviso e distribuito per i vari utilizzi. Inoltre, l'esigenza di "seguire" l'utente nei suoi movimenti rende la tecnologia wireless molto più complessa rispetto al quella fissa. D'altra parte, senza la rapida ascesa di Internet, il wireless non avrebbe le potenzialità che ha oggi. Dal 1995 Internet (o il Web per usare una terminologia più appropriata) ha creato una base vastissima ed estremamente diversificata di contenuti, servizi, applicazioni e modelli di business. Ha scatenato forze creative imponenti. E ha insegnato a tutti il valore della connettività.
Nello stesso tempo abbiamo assistito a un'esplosione nell'uso dei telefonini. In paesi come Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Italia, Francia e gran parte della Scandinavia, il numero degli abbonati alla telefonia mobile è superiore rispetto a quello della telefonia fissa. In alcuni paesi europei una percentuale compresa tra il 5 e il 7 per cento della popolazione non ha più un telefono fisso, ma solo di un terminale mobile. La messaggistica breve (SMS) e l'i-mode giapponese hanno cominciato a dimostrare il valore della comunicazione senza vincoli. Il desiderio di fondere l'abbondanza di informazioni offerta da Internet con la telefonia wireless è stato il motore che ha guidato l'emergere dell'Internet mobile.
Per gran parte tuttavia, le trasformazioni profonde cui abbiamo assistito negli ultimi anni non sono state causate dalla tecnologia, ma dall'informazione: dal suo libero flusso tra la gente e dal potere ad esso associato. Nell'età dell'informazione, afferma il sociologo Manuel Castells, il "flusso del potere" che caratterizzò l'età industriale è stato soppiantato dal "potere dei flussi". Col passare del tempo, la differenza tra Internet con o senza fili tenderà a sgretolarsi e infine a scomparire. Nelle parole del banchiere Jack McCue, "l'informazione si muoverà con la stessa libertà e facilità nell'atmosfera come nella fibrasfera".
La Parte prima di questo libro verte sulla competizione tecnologica, finanziaria e commerciale per la costruzione delle reti wireless di terza generazione. Viene esaminato il fallimento del WAP, il successo del servizio giapponese i-mode e il fenomeno della messaggistica breve. Si parla di tecnologia perché la qualità del servizio sperimentata dall'utente dipende, in ultima analisi, dalla qualità delle reti. Viene descritto il ruolo esercitato dai governi, dagli operatori delle telecomunicazioni e da tanti altri soggetti che hanno contribuito a gonfiare la bolla dell'Internet mobile. La Parte prima è dunque un tentativo di dissipare la confusione provocata dalle molte promesse non mantenute, e di spiegare in quale direzione le cose potrebbero svilupparsi.
La Parte seconda esplora i contenuti e il business: i servizi wireless per i consumatori e per le aziende. Secondo le previsioni, entro il 2005 i proventi derivanti dal commercio mobile (m-commerce) saranno compresi tra i 22 e i …200 miliardi di dollari. Questo intervallo illustra le enormi incertezze che circondano il settore. Viene esaminato il potenziale delle informazioni location-based, cioè localizzate in base alla posizione dell'utente, e time-sensitive, cioè dipendenti dal tempo; i temi inerenti la pubblicità wireless; la questione della privacy; il ruolo della messaggistica; le molteplici sfaccettature del mobile entertainment. Viene studiato l'impatto dell'Internet mobile sulle aziende, la logistica, il personale, il monitoraggio, la vendita e il marketing. Infine, si prende in esame una serie di nuovi attori che hanno fatto il loro ingresso in un settore in passato strettamente controllato dagli operatori wireless: portali mobili, portali vocali, fornitori di applicazioni wireless e operatori di rete mobile virtuali.
La Parte terza verte sui dispositivi, cioè sui terminali wireless nelle forme attuali e future. Si analizzano i problemi che ne determinano lo sviluppo: la collisione tra telefono e computer e il conflitto tra dispositivi che cercano di fare tutto e quelli in grado di fare, bene, solo alcune cose. Vengono descritti l'ubiquitous computing e i vari tentativi di rendere il computer facile da utilizzare come un foglio di carta, rendendolo più piatto oppure aggiungendo alla carta forme di "intelligenza" e connettività wireless. Infine, si analizza ciò che Mercedes-Benz ha definito l'"apparecchio wireless definitivo": l'automobile.
La Parte quarta tocca due nuove problematiche introdotte dall'Internet mobile. La prima riguarda l'esigenza crescente di proteggere le comunicazioni. Vengono presi in esame i rischi legati ai virus elettronici e agli attacchi dei pirati informatici. Si discute la Public Key Infrastracture ('infrastruttura di chiave pubblica'), la tecnologia che ha maggiori probabilità di diventare lo standard per la protezione delle transazioni wireless (nonché dei loro equivalenti wireline). Viene anche descritta brevemente la polemica che circonda la percezione dei rischi sulla salute collegati alle radiazioni elettromagnetiche dei telefoni cellulari.
Al termine del libro, Martin Cooper esprime le sue opinioni sull'Internet mobile. E lo fa con cognizione di causa, essendo l'inventore del telefono cellulare portatile.
Anche se si occupa di vari aspetti tecnologici accanto a quelli economici, questo non è un libro sulla tecnologia. È rivolto a lettori non tecnici interessati a capire lo stato attuale delle cose sull'Internet mobile e gli sviluppi che realisticamente è possibile aspettarsi nei prossimi tre-cinque anni. Non è un manuale operativo, piuttosto un resoconto sui primi giorni di vita di una nuova era: quella della connettività senza vincoli.
Forse trecento pagine sono eccessive per spiegare l'Internet mobile; quattro frasi potrebbero bastare se disponessimo del dono della metafora che era proprio di Albert Einstein. Quando gli chiesero di descrivere il funzionamento della comunicazione radio (senza fili), rispose che il telegrafo normale è come un gatto lunghissimo: gli tiri la coda a New York e miagola a Los Angeles. Il telegrafo senza fili è uguale. Ma senza il gatto.