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Senza Fili. L'equivoco dell'Internet mobile e come uscirne

Recensioni e altri articoli

La comunicazione corre senza filo

di Alessio Petralli, Corriere del Ticino, 9 febbraio 2002

"Senza fili. L'equivoco dell'internet mobile, e come uscirne" (Fazi Editore) si colloca nel solco dell'apprezzabile editoria anglosassone di divulgazione. Per certi versi ricorda, tanto per fare un paio di esempi significativi che ci fanno tornare indietro di una decina d'anni, lo Stewart Brand di "Media Lab" ma anche le "comunità virtuali" di Howard Rheingold. Ovvero giornalisti di vaglia che conoscono ciò di cui parlano e che con interviste mirate alle persone giuste sanno raccontarne bene la storia. Storie belle e complicate, frutti di tanti contatti distillati in una piacevole narrazione che non indulge mai in inutili tecnicismi, ma che quando sono utili li spiega e li usa.

L'autore non viene né da Cambridge né da San Francisco ma, come risulta alla fine dei consistenti ringraziamenti, da "Faido e Zurigo, Svizzera". Si tratta di Bruno Giussani, ben conosciuto in Ticino per aver lavorato tra l'altro al Giornale del Popolo e La Regione, che con questo volume ha centrato l'obiettivo. Del resto il Corriere del Ticino del 22 gennaio scorso ne ha già ampiamente reso conto con un bell'articolo-intervista di Carlo Silini all'autore.

Alla base di tutto, troneggiante in copertina, il cellulare. La vera mutazione antropologica del nostro tempo, che ci rimanda dritti al pensiero di Neil Postman messo in esergo all'introduzione: "le nuove tecnologie modificano la struttura dei nostri interessi: le cose a cui pensiamo". E modificano anche le lingue e i linguaggi con cui ci esprimiamo, ricordandoci che se "in principio era il verbo", nell'era delle multimedialità e della mobilità il testo (l'ipertesto) rimane il re. Un testo magari breve e conciso come quello di un SMS, che se arriva al momento giusto e nel posto giusto (per il destinatario) può avere una forza comunicativa eccezionale. E allora, chiosa l'autore, "se su Internet 'il contenuto è sovrano' (content is King), nello spazio wireless (senza filo) 'il contesto è l'imperatore' (context is King Kong)".
Copertina Senza Fili

Ma che cosa ci dice sul futuro questo libro che non vuole fare previsioni perchè tiene i piedi ben piantati nel presente? Proviamo a citare quella che "è forse l'unica previsione che troverete in questo libro". Il riferimento è al "picture messaging" (messaggistica visiva), pensando alla possibilità di scattare al volo una fotografia con il cellulare e di inoltrarla a qualcuno integrandola con qualche annotazione. Insomma, un'ipotesi di comunicazione emotiva che l'abbinamento testo-immagine renderebbe più profonda.

Al di là della verosimiglianza di simile scenario, va detto che il libro di Giussani non si limita a proporre in maniera un po' rapsodica una lunga serie di percorsi possibili, già sperimentati o in fase di sperimentazione, ma si rifà anche a concetti potenzialmente più densi quali la "raggiungibilità" (l'essenza dell'internet mobile) e la "ricchezza" (la profondità dell' informazione). Il tutto, lo ribadiamo, con ritmo e capacità di raccontare belle storie.

Talmente belle da parere a volte "ai confini della realtà", come quella che nel 1993 vede il Nostro e tre compagni d'avventura gabbare in un hotel di Van (estremo oriente della Turchia) gli efficientissimi servizi segreti turchi (travestiti da camerieri e femmes de chambre), grazie ad un telefono satellitare con cui comunicare direttamente con la madre patria in schwyzerdütsch (codice ostico non solo ai turchi).

Ma Giussani, poche pagine prima di promuovere sul campo il dialetto svizzero tedesco a crittografia di fortuna, illustra con mestiere "come funziona la crittografia di chiave pubblica".

Un libro eclettico insomma, scritto da un bravo giornalista che è riuscito a collegare e a far cagliare un gran numero di piccole storie. Ribadendo in sostanza una delle più belle formule giornalistiche che sia stato dato di incontrare negli ultimi anni: Si trova in "Internet: la madre di tutte le tv" (Rai-Eri edizioni) e suona familiare: "E = mc2". Ovvero "economia digitale uguale a mobilità per contenuto al quadrato".

(Copyright Corriere del Ticino 2002)
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