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Senza Fili. L'equivoco dell'Internet mobile e come uscirne

Recensioni e altri articoli

Internet, ovvero il telefono usato per ...vedere

di ADB, La Regione Ticino, 20 febbraio 2002

Come funziona Internet? Se è il vettore di collegamento delle idee, in quale modo esse si spostano? Bisogna ammettere che le nostre conoscenze sui meccanismi di funzionamento della tecnologia di tutti i giorni sono un po' scarse. E forse è meglio così, perché la rete, per essere veramente pervasiva, deve essere utilizzata, prima di essere capita razionalmente.

Ma la comprensione di alcuni temi fondamentali è importante per tutti. Come quello del vero obiettivo, della vera ragione d'essere dei telefoni cellulari. Servono per parlare, verrebbe spontaneo affermare, ma se questa fosse l'unica risposta, allora quale sarebbe il vero senso delle nuove generazioni della telefonia? Tutto sommato lo standard attuale, il Gsm, permette di conversare in tutto il mondo, anche negli angoli più reconditi della terra, ad un costo accettabile. Siamo alla maturità della seconda generazione.
Copertina Senza Fili

E allora lasciamo la comunicazione satellitare agli esploratori dell'Antartide e accontentiamoci di quello che abbiamo. Chi ha bisogno di una nuova generazione di lavatrici, o di ferri da stiro? Esiste la maturità anche per la telefonia mobile, non dobbiamo vergognarcene, anzi dobbiamo accettarla come un fatto positivo. Ma le lavatrici e i ferri da stiro non hanno una valenza sociale. Non mettono in comunicazione le persone tra di loro. I telefoni sì, ed è proprio questo il punto, lo possono fare in modi differenti. Non solo tramite il linguaggio umano, ma con una serie di modalità nuove, come l'Sms, il Wap, e la posta elettronica.

Questi nuovi vettori di comunicazione costituiscono un passo avanti rispetto all'approssimazione e alla farraginosità del nostro modo di conversare, o non sono piuttosto un'involuzione minimalista, che spoglia le nostre idee della vibrazione culturale ed emotiva del linguaggio? Sono temi importanti, e bisogna cercare di capirli.

Un passo importante in questa direzione è dato dal libro "Senza fili", scritto da Bruno Giussani. Ticinese di nascita, nomade d'elezione, Giussani rappresenta al meglio la sintesi tra la visione critica del giornalista colto e arguto, e quella del tecnologo. Quali sono le sue tesi? Ne abbiamo discusso con Davide Gai, anch'egli giornalista informatico e promotore di Ticino Informatica.

Allora, Gai, il telefono cellulare serve per parlare, per macinare il caffè oppure per qualcos'altro?

Domanda interessante, alla quale bisognerebbe avere il coraggio di non rispondere. Perché dobbiamo assegnare funzioni univoche alla tecnologia, dandole delle valenze assolute? Vediamo invece le cose dal punto di vista dell'uomo, come fa Giussani nel suo libro. Qual'è lo strumento migliore di cui posso servirmi per comunicare? Posso scegliere tra il linguaggio parlato, quello scritto, posso andare in posta e mandare un telegramma. Insomma ho tante armi a mia disposizione, ed è solo il mio stato d'animo, forse anche la mia cultura, a dettarmi la più opportuna in quel determinato momento. A volte bisogna scrivere - e si può scrivere in mille modi diversi - in alcuni casi è meglio inviare un Sms. L'importante è operare la scelta giusta. Questo ragionamento Giussani ce lo fa capire già nella prefazione del suo libro quando comunica di averlo scritto servendosi di una ridda di gadget apparentemente incompatibili. Palmpilot e iPaq insieme? griderebbero allo scandalo i tecnocrati. Magari non si tratta affatto di uno scandalo, ma semplicemente del fatto che bisogna servirsi del dispositivo giusto al momento giusto, ma per farlo in modo intelligente è necessario capire, e il suo libro aiuta a capire, perché è critico e non autocelebrativo.

Ma il telefono potrà essere impiegato anche per navigare?

Dobbiamo essere franchi e ammettere che la prima forma di navigazione senza fili, il Wap, è stata un insuccesso. E Giussani ne spiega bene le motivazioni nel libro. Lento, grigio nel suo monocromatismo, privo di immagini, senza suoni. Ha dato l'impressione di compiere un gran balzo indietro. In realtà ha costituito il primo tentativo d'impiego di un telefono cellulare al di fuori della comunicazione parlata. E almeno di questo dobbiamo renderci conto, anche se gli Sms (peraltro ancora più semplici e primitivi) hanno avuto una diffusione molto maggiore.

E il nuovo standard Gprs, come si posizionerà?

E' sicuramente la nuova moda del momento. Anzi ha costituito uno dei primi casi di "moda anterograda", nel senso che la gente ha cominciato a spendere soldi per l'acquisto di telefoni cellullari Gprs molto prima dell'avvento di questo standard. Adesso sì può essere utilizzato, ma mancano le applicazioni che ne giustifichino il costo alto. Sicuramente verranno, ma molto probabilmente il Gprs non ci cambierà la vita. Vi è poi li paradosso dell'Umts, perché se il Gprs dovesse avere successo, renderebbe il successivo standard abbastanza inutile, vanificando l'enorme investimento fatto dalle società di telecomunicazione per l'acquisto delle licenze, che in Germania sono costate più di 700 euro per ogni utente. Quale sarà la tariffa d'abbonamento che saremo chiamati a pagare? Questo è un esempio semplice che può illustrare la moltitudine di ragionamenti svolti dal libro, che offre una visione contemporaneamente strategica e pratica delle tecnologie legate alla mobilità.

Come concludere sui pensieri, senza fili ma con la rete, di Bruno Giussani? Sono 350 pagine dedicate alla tecnologia, ma scorrevolissime ed avvincenti come un romanzo. Si legge e si vuole andare avanti. Per capire come andrà a finire.

In realtà le cose stanno appena cominciando.

(Copyright La Regione 2002)
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