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Senza Fili. L'equivoco dell'Internet mobile e come uscirne
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Pesci e sms
di Angelo Agostini, La Regione Ticino, 9 marzo 2002
Nell'India sud-occidentale, nello stato di Kerala, la risorsa economica principale
è la pesca. Le acque al largo di Cochin sono tanto ricche, che lungo la costa
si trovano ben diciassette mercati del pesce. Tante piazze di vendita portano
però ad altissime fluttuazioni dei prezzi. Alla stessa ora del mattino il
ricavo dei pescatori può essere nettamente diverso da un porto all'altro.
E allora prenderci, indovinare il mercato giusto è stato da sempre il problema,
spesso il dramma, dei pescatori.
A dire la verità, fino a pochi giorni fa, ignoravo del tutto l'esistenza
dei mercati del pesce nello stato del Kerala. Tanto meno potevo immaginare
che da qualche tempo quei pescatori indiani hanno risolto i loro guai con
una semplicità assoluta. Con un telefono cellulare fanno il giro delle piazze
per scoprire dove sistemare il pescato al prezzo migliore. E ha ragione Bruno
Giussani, che racconta questa storia nel suo nuovo libro, riprendendola dall'Economist:
quando imprechiamo per lo squillo del telefono del nostro vicino al ristorante,
possiamo anche ricordare come la telefonia mobile ha davvero cambiato a fondo
le nostre vite e quelle di milioni di persone nel mondo.
"Senza fili" è il titolo del lavoro di Giussani (l'editore è l'italiano Fazi
e il volume è uscito lo scorso dicembre), ma il sottotitolo è ancora più
curioso: "l'equivoco dell'Internet mobile, e come uscirne". Già, perchè Giussani,
pioniere del Web in Svizzera e in Europa, mette insieme due realtà sotto
gli occhi di tutti (l'enorme espansione di Internet e della telefonia cellulare)
e da lì parte per capire una tra le più eclatanti promesse mancate degli
ultimi due-tre anni.
Ricordate le aste europee miliardarie per la vendita delle licenzie telefoniche
di terza generazione? Aveva iniziato la Gran Bretagna nella primavera del
2000, incassando quasi trentasette miliardi di euro per cinque licenze, poi
la Germania ne mise in tasca più di cinquanta in agosto. Spagna, Francia
e Italia provarono lo stesso gioco (o qualcosa di simile) nei mesi successivi,
ma a loro andò male. Perchè? Perchè s'era improvvisamente inceppato quel
meccanismo che pareva fantastico? Perchè nessuno più voleva le licenze che
avrebbero dovuto portare internet su tutti i nostri telefoni cellulari, facendoci
inviare mail, navigare il web, controllare il frigorifero o l'allarme di
casa da qualunque punto nel mondo?
La crisi finanziaria del 2001 dicono ora in molti, ma Bruno Giussani non
s'accontenta. Internet mobile è per lui molto di più. E' qualche cosa che
sta più dalle parti dei pescatori indiani, qualche cosa che deve poterti
cambiare la vita, ma con la stessa semplicità del gesto di tirare fuori un
cellulare dalla tasca. E' una semplicità che nessuna applicazione di Internet
alle tecnologie senza fili può avere ancora.
Pare tecnico, forse troppo tecnico per un lettore comune, ma non lo è affatto.
Al centro del libro di Giussani (godibilissimo e scorrevole, da vero buon
giornalista), sta il grande equivoco dal quale tutti quanti fatichiamo ad
uscire: non basta la disponibilità di una tecnologia per segnarne il successo.
Quella stessa tecnologia deve essere facile ed accessibile, deve potere entrare
senza strappi nella vita quotidiana degli utenti. L'esempio? Lo racconta
ancora Giussani, è l'esempio degli sms. Chi avrebbe detto dieci anni fa che
oggi avremmo capito una frase scritta così: "xfetto, -male ci sei chiamo
+ tardi x conf."? (ovvero: "perfetto, meno male che ci sei! Chiamo più tardi
per confermare", ma la traduzione vale solo per quei tre lettori senza Natel).
Angelo Agostini è direttore dei Corsi di Giornalismo della Svizzera Italiana, a Lugano.
(Copyright La Regione 2002)
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