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Senza Fili. L'equivoco dell'Internet mobile e come uscirne

Recensioni e altri articoli

Modelli di business: nani o innovatori?

di Luca De Biase, .Com, 8 dicembre 2001

L'Umts, lo standard delle connessioni mobili del futuro, resta un mistero. Affascinate, per chi sia interessato alla quantità di soldi in gioco e alle sue possibilità comunicative ancora inesplorate. Ma un mistero. Anche perché le visioni di chi lo sta preparando sono diverse: una, maggioritaria, lo propone come un'evoluzione del telefonino digitale attuale; l'altra, minoritaria, lo immagina come una novità assoluta. È una battaglia di muscoli finanziari e creatività. Sbaglia chi creda che l'esito sia già deciso in partenza.
Copertina Senza Fili

In Italia, Tim, Omnitel e Wind sembrano propendere per la prima visione. H3G appare invece preferire la seconda. Posizioni che non sorprendono. Ipse 2000, invece, attendendo le mosse degli azionisti, incerti su una scacchiera nella quale devono decidere anche su Atlanet, Edisontel e Blu, potrebbe scegliere sia la prima che la seconda visione.

I fatti, per ora, danno ragione ai primi. Per il prossimo natale si potrebbero vendere 1,5 milioni di telefonini Gprs, che danno prestazioni elevate nella trasmissione dati, e potrebbero ridurre lo spazio per l'Umts almeno per un anno e mezzo. In questa direzione spingono i colossi tradizionali della telefonia mobile e i principali venditori di terminali: gli investimenti in Gprs devono tornare prima dell'arrivo dell'Umts. Del resto, secondo gli analisti della telefonia mobile in Italia, la quota di mercato occupato dai primi tre operatori si avvicina al 95 per cento. Per gli altri tre, in questo scenario, non restano che le briciole. A meno che...

A meno che non riescano a cambiare le regole. Se trovassero il modo di evitare la trappola, presentando l'Umts non come un'evoluzione del telefonino ma come uno strumento diverso, potrebbero inventare un nuovo mercato e conquistarne una quota rilevante.

Per avere un'idea di tutto questo, è illuminante il nuovo libro di Bruno Giussani, "Senza Fili" (Fazi Editore). Un'impressionante quantità di interviste con i protagonisti, una grande attenzione analitica e una rara qualità narrativa ne fanno un libro da non perdere. L'interpretazione è basata sull'idea che la questione dell'Umts vada posta in termini più simili all'evoluzione di Internet che a quella del telefono mobile. E dunque risulta determinante la creatività dei produttori di servizi, unita all'innovazione nei terminali, mentre il peso dei possessori delle infrastrutture, pur restando importante, perde la centralità strategica che aveva nel mondo del Gsm. Del resto, l'Internet mobile non sarà assicurato solo dalle varie reti Umts, ma anche da infrastrutture concorrenti, come le reti locali senza fili installate negli aeroporti e negli altri luoghi molto frequentati.

Conclusioni? Giussani segnala che occorrerà approfondire la questione del modello di business dei servizi Internet mobili, per evitare gli errori di quelli nati per l'Internet fissa, ma senza dimenticarne la spinta innovativa. Inoltre, mostra come la forma dei terminali sarà uno degli strumenti per cambiare le regole del gioco: il terminale Umts potrebbe non essere un telefono, ma per esempio una macchina dedicata alla posta elettronica, al gioco, al trading o un sistema per inviare e ricevere sms ricchi di foto o video. Se sarà così, l'Umts non competerà sul vecchio mercato nel quale i nuovi operatori sono condannati al nanismo, ma inventerà un nuovo mercato nel quale gli innovatori avranno la possibilità di crescere.

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